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Il «Paese guida» sconfitto a Tripoli

Italia/Libia. Come tentare di riprendere in mano la situazione libica? Trasformando gli attori militari in politici o almeno veicolando le loro istanze nelle trattative. Uno studio dell’Ispi di Milano sostiene che bisogna ripensare al ruolo delle milizie nei negoziati: è giunto il momento di chiedersi se non sia l’intero processo politico a dover essere rivisto, coinvolgendo in particolare quegli attori che sono spesso stati esclusi o almeno formalmente relegati ai margini

Tripoli addio? Sarà anche colpa delle ambizioni francesi sulla Cirenaica, dell’incapacità dell’Ue di marciare unita nel Mediterraneo, del sostanziale disinteresse americano, ma l’instabilità e gli errori che commettiamo in Libia sono anche italiani e derivano da due realtà che facciamo fatica a riconoscere sette anni dopo la caduta di Gheddafi. 1) L’Italia qui ha subìto la sua più grave sconfitta dalla seconda guerra mondiale e poi ha contribuito ad abbattere il suo maggiore alleato nel Mediterraneo partecipando ai raid della Nato. Sulla sponda Sud siamo quindi poco credibili: abbiamo abbandonato al suo destino il «nostro» raìs, che sei mesi prima,...

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