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Cultura

Il paesaggio perduto dell’arte

Mostre. Alla galleria Michela Rizzo, Nanni Balestrini presenta la sua «Tempesta perfetta», una metafora da Giorgione che abbraccia la storia contemporanea e anche l'uragano finanziario che ha investito il mondo

La «Tempesta perfetta» di Nanni Balestrini

La «Tempesta perfetta» di Nanni Balestrini

Interpretare un’immagine, oggi, è sempre meno spiegare a parole che non produrre un’altra immagine, con un interpretante o una traduzione performativi. È propriamente metterla in scena. Dell’«opera» si sfrutta la flessione verbale (goodmaniana) più che nominale: l’operazione, l’iniziazione all’operare. Chiaramente questo fare scatena ancora discorsi sull’opera, guai se non ci fossero. Ma ad attivarla è soprattutto un’artificazione rizomatica: un’arte «relazionale» non nel senso di artisti che si relazionano con spettatori, lasciando inalterati i ruoli, ma di spettatori a loro volta artefici. Nuovi media e codici dell’arte potenziano il modo diverso, spesso e concreto, dei linguaggi della visione di esprimere il...

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