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Editoriale

Il nuovo che avanza

Tre notizie. La prima proviene dal circuito politico-mediatico e riporta le parole del vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, esponente di 5 Stelle e possibile candidato premier di quel partito: «L’Italia ha importato dalla Romania il 40% dei loro criminali».

Ora, dico io, ma si può – superata l’acerba età dell’adolescenza e della beata innocenza – esprimersi in termini così grossolani? E con ricorso tanto sgangherato a cifre malamente lette e ancor più malamente interpretate? Questo per dire che al peggio non c’è mai fine e per farsi già ora un’idea di cosa può riservarci il nuovo che avanza.

La seconda notizia giunge dal Parlamento e annuncia che ieri Camera e Senato hanno approvato in via definitiva i cosiddetti decreti Minniti-Orlando sul contrasto all’immigrazione illegale e sulla sicurezza urbana. Si tratta di una normativa che ha sollevato molte e robuste perplessità perché presenta forzature e strappi rispetto al nostro ordinamento giuridico, tali da configurare vere e proprie lesioni nel sistema di garanzie e diritti.

Si arriva al punto di prevedere per gli stranieri una giustizia minore e diseguale, se non una sorta di «diritto etnico» – e uso questa formula con autentico disagio -, che stabilisce significative deroghe alle garanzie processuali comuni. E infatti l’abolizione dell’appello, tutt’ora previsto anche per le liti condominiali e per le sanzioni amministrative, indebolisce gravemente il diritto alla difesa: per quanto riguarda il soggetto più vulnerabile tra tutti (il profugo) e per quanto riguarda un diritto inviolabile della persona, tutelato dalla nostra Costituzione, come il diritto d’asilo.

Un’altra pesante limitazione al sistema delle garanzie, viene determinata dalle nuove norme sulla sicurezza urbana. L’introduzione della flagranza differita produce un perverso ossimoro: l’immediatezza, propria della flagranza, viene dilatata e prorogata fino a 48 ore, precariamente supportata da immagini videoregistrate, che sostituirebbero l’attualità delle procedure di arresto all’atto del compimento del reato.

Inoltre, si estendono ulteriormente le misure di prevenzione (limitative della libertà personale, benché basate non sulla commissione di reati ma su meri sospetti sulla persona) e si introduce la nuova misura dell’allontanamento da (e del divieto di accesso a) determinati luoghi per esigenze di tutela del decoro urbano. Anche questa forma di “daspo”, applicabile persino ai minori, è una misura che solo formalmente può dirsi amministrativa, dal momento che la sua sostanza incide fortemente sulla libertà, non solo di movimento.

C’è, infine, un inequivocabile segnale del carattere innanzitutto declamatorio di queste misure. È possibile, infatti, che simili provvedimenti non siano principalmente indirizzati nei confronti dei senza fissa dimora, ma è pressoché inevitabile che a essi in primo luogo verranno applicati. E allora qualcuno dovrebbe avere la cortesia di spiegare come faranno i trasgressori – quell’umanità costituita da emarginati, non garantiti, senza tetto, affetti da tutte le patologie e da tutte le dipendenze – a pagare la sanzione pecuniaria, fino a 300 euro, prevista per chi violi «i divieti di stazionamento e di occupazione di spazi». Per queste ragioni, Walter Tocci e io, come già facemmo a proposito del decreto sull’immigrazione, ieri non abbiamo votato la fiducia al governo in materia di sicurezza urbana.

La terza notizia non so se già può definirsi buona, ma va considerata senza dubbio promettente. In senso proprio: annuncia, cioè, qualcosa che ha tutte le premesse per realizzarsi. Sempre ieri, sempre tra Camera e Senato, mentre Luigi Di Maio si arrampicava sulle sue scempiaggini, e mentre venivano approvati i provvedimenti su immigrazione e sicurezza, si teneva una affollatissima conferenza stampa per presentare la campagna «Ero straniero. L’umanità che fa bene».

La campagna sostiene un disegno di legge di iniziativa popolare che intende superare la Bossi-Fini e introdurre una serie di norme tra le quali i permessi di soggiorno temporanei per la ricerca di occupazione, la reintroduzione del sistema dello sponsor, la regolarizzazione su base individuale degli stranieri integrati, alcune misure per l’inclusione attraverso il lavoro dei richiedenti asilo e l’abolizione del reato di clandestinità. Il progetto, promosso in primo luogo da Emma Bonino e Don Virginio Colmegna, ha incontrato l’adesione attiva di un amplissimo numero di associazioni, movimenti, operatori e numerosi sindaci. Dunque, mentre il discorso pubblico sull’immigrazione continua a oscillare tra toni foschi e rappresentazioni catastrofiste, tra cronache criminali e allarmi sociali, qualcosa infine si muove. Se la politica, quasi tutta la politica, sembra volersi sottrarre alle proprie responsabilità, altri soggetti e altre culture cominciano a muoversi. Non è ancora troppo tardi.

  • rocco siffredi

    Costui è talmente un difensore della legalità da sostenere il 4° grado di giudizio a difesa del delinquente Minzolini. E si permette di criticare…

  • Marco

    Mettere sullo stesso piano le sparate di Di Maio e il decreto Minniti-Orlando, anzi dedicare il titolo e la foto principale del giornale al leader 5 stelle, mi sembra un po’ assurdo: le parole di Di Maio sono indubbiamente infelici e razziste, ma non avranno alcuna conseguenza pratica, il decreto Minniti-Orlando purtroppo sì, peggiorerà la vita di tantissimi stranieri e senza fissa dimora. Il paradosso è questo: i “razzisti” 5 stelle il decreto Minniti non l’anno votato (così come a suo tempo erano contrari al reato di clandestinità e ai CIE), mentre il PD, di cui fa parte il senatore Manconi, con questo decreto aumenta i CIE (ora CPR), mantiene il reato di clandestinità e riduce il diritto d’asilo.

  • DavidePao

    Cos’è, siccome ieri ha sbagliato, sta sbagliando anche oggi? Che modo di ragionare primitivo.

  • rocco siffredi

    Votalo. Che problema c’è?

  • roberto cerchio

    Caro Rocco,
    Risparmiaci questi tuoi sapienti commenti e tornatene dai tuoi fratelli…

  • Fabrizio

    Il 40% dei criminali rumeni che sono sbarcati nel “bel paese” lo aveva dichiarato il ministro della giustizia rumena.
    Di Maio ha semplicemente riportato quella dichiarazione.

  • OttoKrunz

    Per l’esattezza: il 40% di quelli “esportati”.

  • Fabrizio

    …siccome ieri ha sbagliato, oggi non può più sbagliare.

    Il ragionamento non fa una piega….

  • DavidePao

    Hai sbagliato il sillogismo, un errore piuttosto comune. Spiego: chi ieri ha sbagliato, può sbagliare anche oggi, ma le due cose non sono correlate. Ovvero uno non sbaglia oggi PERCHE’ ha sbagliato ieri. Che era il ragionamento farlocco da me stigmatizzato, una variante dell’argomento ad hominem. Imparate a ragionare, prima di commentare a ca§§o.

  • Fabrizio

    Ergo, Manconi ha sbagliato ieri e può sbagliare anche oggi, e non è la prima volta che gli succede, quindi?

  • DavidePao

    Quindi è sbagliato sostenere che SICCOME ha sbagliato ieri, ALLORA sbaglia anche oggi. Continua pure. Te lo ripeto finché non lo capisci.

  • Fabrizio

    SICCOME ha sbagliato ieri, PUO’ sbagliare anche oggi, nessuno gli impedisce di sbagliare di nuovo, altrimenti non avrebbe senso il detto ” errare humanum est, perseverare autem diabolicum” senz’altro pensato per un tizio alla Manconi e per tutti quelli che continuano a sbagliare.

  • DavidePao

    Ovvio, ma non è quello che sostiene “roccosiffedi”. Secondo lui, SICCOME Manconi ha sbagliato ieri, ALLORA sbaglia anche oggi. E’ un ragionamento abagliato. Ma tu continua pure a ribadire l’ovvio. Ti stai dimostrando un po’ tonto…

  • Fabrizio

    roccosiffredi ha semplicemente detto che se un individuo, dopo la sentenza DEFINITIVA della Cassazione, “assolve” Minzolini, ha offeso la giustizia e la società tutta e, pertanto, non può assurgere a moralizzatore, perché questo compito non gli compete, avendolo profanato.
    Ora mi sono stancato di questa querelle.
    Buona serata.

  • DavidePao

    Ti sei stancato perché hai torto. rocco ha scritto: “Costui è talmente un difensore della legalità da sostenere il 4° grado di giudizio a difesa del delinquente Minzolini. E si permette di criticare…” Cioè siccome Manconi ieri ha sbagliato con Minzolini, allora oggi deve stare zitto. Un ragionamento primitivo. Occorre replicare nel merito delle cose dette, non attaccare la persona. Cerca di capirlo, su. Buona serata a te.

  • Fabrizio

    roccosiffredi ha detto che Manconi, col suo voto, ha peccato contro la morale e, pertanto, non può assurgere a moralizzatore. Cerchiamo di capirci. Qui il sillogismo non c’entra niente.
    Per capirci, e visto ch’è di moda farlo, Manconi è come quel pedofilo che vuol salire in cattedra per insegnarci su come educare i nostri figli ( accetteresti che un delinquente ci parlasse di morale mentre lui la calpesta tutti i giorni?).

  • DavidePao

    Ma è roccosiffredi a fare il moralista con Manconi! Manconi può esprimere tutte le idee che vuole. Tu puoi dissentire da questa o da quella, ma non puoi dissentire da questa PERCHE’ dissenti da quella. Ogni dissenso devi argomentarlo. Il paragone col delinquente è anch’esso sbagliato. Se fosse giusto, allora non dovremmo ammettere i pentiti di mafia! Se argomenti contro Manconi in quanto tale, non dici nulla di rilevante, poiché, se un’altra persona dicesse le stesse cose di Manconi, dovresti inventare un’altra obiezione. Ma non sai proprio ragionare!

  • Fabrizio

    Hai ragione!

  • satanik69

    Ho fatto un giretto su Disqus. “roccosiffredi” e “fabrizio” sono due attivisti grillini. Influencers che commentano con retorica grillina (cioè manettara con gli altri e fanatica con i propri, alla Travaglio) articoli di sinistra.

  • satanik69

    Perfetto.