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Il nostro futuro nelle vite chiamate «migranti»

Lo sguardo dell’uomo sul Mondo, diceva Walter Benjamin, riflette la forma dei rapporti di produzione. E se i «rapporti di produzione», elabora Foucault, sono governati dalla biopolitica, cioè dalla riduzione della vita al suo valore di scambio, di merce, è facile capire quanto la politica che gestisce gli affari europei non possa vedere i fenomeni migratori nella loro dimensione umana. Generando così quella solidarietà empatica che darebbe luogo a pratiche di accoglienza radicalmente diverse dalle attuali. Eccitati ed accecati dall’idea di perdere i privilegi accumulati in secoli di dominio sul resto del mondo «in via di sviluppo», i sempre più...

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