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Il Movimento comunista indiano, a cento anni dalla nascita

Intervista. Lo storico Vijay Prashad sul passato e sul futuro di un paese gravato da contraddizioni millenarie

M.N. Roy (al centro, cravatta nera) con Lenin e Gorkij al Secondo Congresso dell'Internazionale comunista a Pietrogrado (1920)

M.N. Roy (al centro, cravatta nera) con Lenin e Gorkij al Secondo Congresso dell'Internazionale comunista a Pietrogrado (1920)

Nel mezzo di una crisi economica senza precedenti e in una situazione sempre più incandescente per l’infinita serie di arresti contro ogni forma di dissenso, l’India si è trovata recentemente a celebrare i primi 100 anni di Movimento Comunista. Storia così poco conosciuta benché letteralmemte epica, e che varrebbe la pena studiare per il portato di complessità di volta in volta attraversato: sul crinale delle tante epoche diverse dell’India, nell’infinità delle contraddizioni, con grandi conquiste (sul fronte delle lotte contadine) e ricorrenti impasse, per la difficoltà di tradurre in scontro di classe il millenario sistema delle caste. E storia rocambolesca...

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