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Lavoro

Il misero piatto di capo Marchionne

Fiat. È rottura con i sindacati del contratto separato: l’azienda disposta a offrire soltanto 15 euro lordi di aumento. E mentre Fim, Uilm e gli altri annunciano lo stop delle flessibilità, la Fiom di Landini lancia le sue proposte

L'amministratore delegato del gruppo Fiat Chrysler, Sergio Marchionne

L'amministratore delegato del gruppo Fiat Chrysler, Sergio Marchionne

Quindici euro no, sono «inaccettabili» anche per sindacati di solito pronti a firmare. Si è arenata su questa offerta ridicola – peraltro sono pure lordi – la trattativa tra Fiat Chrysler e Fim-Uilm-Fismic-Ugl, registrando per ora una rottura. In cui si andrà a incuneare sicuramente la «grande esclusa» dai tavoli Fiat – nonostante le tante sentenze favorevoli – la Fiom di Maurizio Landini: che oggi presenterà pubblicamente le sue proposte, contrattuali e non solo. Su tutto aleggia il ruolo del governo Renzi, che Landini vorrebbe coinvolgere (non tanto sulla discussione del contratto, quanto piuttosto sul piano industriale Fiat), e aleggiano...

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