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Editoriale

Il manifesto, il dovere di criticare il capitalismo

Sostenere “il manifesto” in questa lotta per la riappropriazione della testata è diventato una sorta di dovere civico. Questa definizione, che il Costituente dettò per l’esercizio del voto, credo vada estesa ad ogni azione di difesa e di promozione dei diritti, di libertà, civili, politici, sociali. Tra essi si staglia la libertà di manifestazione del pensiero, l’altro pilastro indefettibile di quella forma di stato che nacque dalla congiunzione dell’uguaglianza di fronte alla legge, e nel deliberarla, con la libertà di parola nel luogo ove le leggi si votavano, e in ogni altro.

Oggi, in Italia, sì, nella Repubblica italiana qualificata come democratica, questi due fondamenti della democrazia sono incrinati, molto. La libertà di manifestazione del pensiero a mezzo stampa è al minimo di credibilità. Il diritto di voto è stato distorto e continuano a falsificarlo in nome ed al fine della governabilità dei popoli nell’interesse del capitalismo, finanziario, industriale, postindustriale e cos’altro.

Incombe l’eliminazione della stampa di opposizione, incombe la scomparsa de “il manifesto” o la sua acquisizione da parte di chissà chi. Se per le decisioni che riguardano il sistema elettorale si può solo solidarizzare con i pochissimi membri del Parlamento che ancora rivendicano il diritto ad una rappresentanza autentica, liberamente scelta ed ugualmente riprodotta, per la libertà di manifestazione del pensiero possiamo fare di più. Possiamo contribuire alla restituzione della proprietà della testata all’opposizione di classe, assicurare così al pensiero critico in Italia il suo strumento quotidiano e garantire continuità alla lotta che da quarantaquattro anni, senza interrompere un solo giorno, “il manifesto” conduce contro il capitalismo.
Confesso che l’adempimento di questo “dovere” mi ha gratificato. Come militante, come cittadino.

  • Valerio Donato

    Non si può combattere il capitalismo (per di più selvaggio) e non essere contro UE, moneta unica e banca centrale indipendente.

  • Francesco

    Non si può dirsi comunisti e parlare solo e sempre del PD. Ci sono già gli altri giornali, infatti leggono tutti quelli. C’è un sacco di roba molto più interessante e gratis sulla rete (quasi mai in italiano).

  • Pit267

    Vorrei qualcuno che mi pagasse un giornale più evoluto e meno sorpassato di un quotidiano comunista. Lo chiamerei Biocentrismo, l’evoluzione del primate homo erectus verso l’Homo Sapiens. Tanquilli, sarebbe assai più utile per la Cultura e la Civiltà…………………….per ora uso internet, non vi resta che quello. A voi per chiudere l’orrenda stagione del comunismo a me per iniziare quella dell’evoluzione verso la concordia universale. Parto da prima di voi, da Pitagora, Plutarco, Leonardo, Einstein.
    Senza capitalismo potreste fare solo mestieri medievali: contadino, prete, soldato. Dovreste capirlo anche voi!