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Internazionale

Il lavoro in Qatar uccide due migranti al giorno

Golfo. I dati raccolti e pubblicati dal Guardian: dal 2011 al 2020 oltre 6.750 vittime nei cantieri dei mondiali di calcio. Giovani lavoratori morti di infarto e crisi respiratorie per il caldo insopportabile. Doha minimizza ma, nonostante l'abolizione del sistema di semi schiavitù della kafala, i diritti restano un miraggio

Migranti al lavoro nello stadio da 80mila posti di Lusail, in Qatar

Migranti al lavoro nello stadio da 80mila posti di Lusail, in Qatar

Almeno 6.751 in dieci anni, 675 all’anno, 56 al mese, 1,9 al giorno. Sono i numeri delle morti bianche in Qatar dal 2011 al 2020, da quando Doha ottenne dalla Fifa i mondiali di calcio del 2022. Sono lavoratori migranti, per lo più dal sud est asiatico (India, Pakistan, Nepal, Bangladesh, Sri Lanka, Filippine), ma anche dal Kenya, reclutati in massa per costruire sette stadi, un aeroporto, una città e le infrastrutture necessarie in un paese in cui l’estate le temperature arrivano a 45 gradi, spesso li superano. I dati sulle vittime del lavoro nel ricchissimo emirato li ha raccolti...

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