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Editoriale

Il «JobsAct» di Kiev

Ucraina. La guardia nazionale e le rivelazioni dell'ex capo della sicurezza ucraina

Scontri a Kiev

Scontri a Kiev

Per risolvere il problema della disoccupazione può risultare utile una «Majdan»?

A Kiev pare sia andata così: per premiare i gruppi paramilitari che hanno determinato – nelle strade – la vittoria dell’attuale governo, il parlamento ha deciso di assumerli, con paga regolare, in una Guardia Nazionale a difesa del paese: 60mila nuovi posti di lavoro.

Una conferma di quanto si sa da tempo, ovvero che i gruppi più duri di Majdan sono anche armati e controllano la situazione, come hanno fatto nei giorni della battaglia contro Yanukovich e quando ci fu da legittimare il «loro» governo.

Le ironie a proposito sono due: i paramilitari saranno pagati presumibilmente con i soldi della Ue e del Fondo monetario dato che l’Ucraina è ormai vicina alla bancarotta.

La seconda riguarda indiscrezioni sulla gestione della piazza. La fonte è di parte, perché si tratta di Yakimenko, ex capo della sicurezza di Yanukovich, ma conferma che nella battaglia di Kiev molti dei cecchini erano mercenari di Majdan. A sparare, come emerso dai cadaveri dei poliziotti, che secondo testimoni sarebbero stati uccisi da colpi d’arma da fuoco, c’erano anche loro: gli esponenti della nuova Guardia Nazionale ucraina.

Premiati con l’assunzione.

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