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Italia

Il governo dice no a Musumeci. La Sea Watch sbarca 194 migranti

Sono le otto del mattino quando la Sea Watch 3 entra come previsto nel porto di Messina e getta l’ancora davanti al molo Norimberga. Ad attendere l’equipaggio e i 194 migranti che si trovano a bordo ci sono le forze dell’ordine, uomini del servizio sanitario e del Comune. «Il governo di Roma ha respinto la nostra richiesta autorizzando a Messina lo sbarco dei migranti», ha commentato il presidente della regione Sicilia, Nello Musumeci.

Mercoledì era stato lo stesso governatore a chiedere al premier Conte di non sbarcare i naufraghi facendogli fare l’isolamento sulla nave. Oppure, in alternativa, di indirizzare la Sea Watch 3 verso un altro porto. Tutto questo come misura preventiva verso ipotetici casi di contagio da coronavirus. Ieri, i 194 migranti, tra i quali 19 donne e 31 bambini, sono stati sottoposti a un primo controllo sanitario a bordo. Nessuno di loro presentava evidenti patologie o febbre, tuttavia sono stati messi in quarantena nel centro di accoglienza caserma Gasparro del villaggio di Bisconte dal quale non potranno uscire per le prossime due settimane. Disposta la quarantena a bordo della nave per i membri dell’equipaggio.

Ieri la portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi ha criticato la richiesta di Musumeci di non far sbarcare i migranti e ha definito «una misura disastrosa da un punto di vista umanitario e sanitario» la proposta di fargli fare la quarantena a bordo. «Le dichiarazioni del presidente Musumeci sono politiche e non sono pervenute a bordo tramite i canali ufficiali, quindi per noi non esistono», ha detto Linardi mentre la nave si preparava ad entrare in porto.

Intanto la necessità di contrastare il contagio da coronavirus ha spinto il Viminale a sospendere, seppure in maniera temporanea, il trasferimento in Italia di richiedenti asilo da altri Paesi europei. Si tratta dei cosiddetti «dublinanti», migranti che sono stati rintracciati in altri Stati, ma che risulta abbiano avuto l’Italia come Paese di primo approdo. In base al Regolamento di Dublino, deve essere proprio l’Italia ad esaminare la richiesta di asilo e quindi c’è un flusso di queste persone che vengono rimandate indietro da vari Stati. La Svizzera, ad esempio, aveva voli prenotati per il trasferimento in Italia di dieci persone ma è arrivato lo stop del ministero dell’Interno. Analoghe disposizioni sono state prese da altri Paesi, come ad esempio la Germania. Lo stop resterà in vigore per alcuni giorni, finché non si chiariranno i contorni dell’emergenza.