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Cultura

Il gesto femminista, una fessura sulla sovversione

Storia del presente. Un libro che indaga i motivi sull’inattualità del «Gesto femminista». Dopo gli anni delle discussioni sull’«essenzialismo biologico» e sul rapporto tra «femminismi egemoni e post-coloniali», aperti e ancora radicali sono i temi rappresentati da quelle mani giunte in una realtà dove il desiderio è spesso governato dall’imperativo liberista al godimento

Così come è apparso, quasi inavvertitamente il gesto femminista è anche scomparso. La ricostruzione della sua genealogia – dall’iconografia sumera fino alle Vagina Warriors, dalla copertina della rivista francese «Le torchon brûlé» alle piazze europee e nordamericane – marca una distanza dal presente, che non sembra colmata dalle rare apparizioni contemporanee nei «V-days» o nelle manifestazioni spagnole in difesa dell’aborto. Le mani unite a formare una vagina stanno ormai nel passato. Per questo Il gesto femminista. La rivolta delle donne nel corpo, nel lavoro, nell’arte (a cura di Ilaria Bussoni e Raffaella Perna, DeriveApprodi, euro 20. Il volume è stato...

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