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Editoriale

Il Gambero Verde, settimanale extraterrestre

Esattamente un anno fa, con l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, l’accordo storico di Parigi sul clima riceve un duro colpo.

Un brusco balzo all’indietro, esattamente come farebbe un gambero di fronte a un improvviso pericolo. Proprio mentre nel resto del pianeta, sebbene con decenni di ritardo, comincia a prendere piede, in particolare con gli impegni vincolanti sottoscritti nel 2015 alla Conferenza internazionale parigina da Usa e Cina, una possibile benché lenta via d’uscita dall’era fossile.

L’annunciato ritiro della firma da parte di Trump non ha solo l’obiettivo di ribadire la presunta supremazia Usa in campo energetico – ed è la cosa più preoccupante – ma anche quello di rilanciare la linea esiziale dei negazionisti dell’effetto-serra. Tornare al passato però non sarà facile.

C’è un altro importante pezzo di mondo, la maggioranza degli stati presenti all’Onu, che ha sottoscritto Parigi e che da Parigi, almeno sulla carta, non sembra per fortuna intenzionato a tornare indietro nonostante le sirene americane.

Ma più che i governi c’è soprattutto un mondo reale che da anni va in direzione opposta. È questo mondo che con il nostro nuovo inserto ecologista vogliamo raccontare, è a questo nuovo mondo che il Gambero verde, nonostante le spinte all’indietro, vuole dare voce e visibilità.

Un percorso irreversibile, si spera, che in ogni caso è importante seguire con attenzione e partecipazione perché ci sono battaglie cruciali da valorizzare e perché informazione e comunicazione sono strumenti cruciali nella crescente attenzione delle popolazioni ai temi dell’ambiente e della salute.

L’associazionismo, la cultura, l’impresa sono attori di questa nuova sensibilità ambientalista. L’agricoltura si organizza nella rete dei mercati a km-zero, le aziende del settore vanno avanti, raccolgono competenze e creano sviluppo.

Nella difesa del territorio nascono esperienze pilota che riuniscono le migliori intelligenze e nuove energie sociali.

Grande assente è la politica e, in Italia, paese delle eccellenze e dei disastri ambientali, siamo molto indietro, nell’informazione e nell’approfondimento, indietro nell’educazione di base.

Il Gambero Verde vuole farsi promotore e portavoce di una nuova cittadinanza ambientalista.

Uno strumento per illuminare questo mondo e accompagnarne le grandi campagne di comunicazione.

  • Piero Rostagno

    Iniziativa molto interessante, c’è bisogno di una sinistra che si occupi seriamente anche dei problemi delle produzioni agro-zootecniche. Purtroppo, ancora una volta, si dà la parola solo a una parte, a punti di vista al limite del manicheismo, dimenticando la gran parte del mondo della Ricerca italiano serio, non compromesso e, soprattutto, ben documentato.