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Cultura

Il continuo desiderio di rincorrersi

Itinerari critici. Riflessioni sul «Ritorno a Jean-Paul Sartre» di Massimo Recalcati, per Einaudi. Nel volume si propone una lettura del filosofo legata alla psicoanalisi e in particolare a quella di Lacan. Simbolo dell’«engagement», l'autore de «La nausea» spiegava che non dobbiamo impegnarci, lo siamo già. La passività diventa una scelta di inerzia. Si è condannati a essere liberi «in situazione», immersi nel mondo, sempre soggetti

Il filosofo francese Jean-Paul Sartre (1905-1980) mentre scrive nella sua casa foto di James Andanson/Sygma via Getty Images

Il filosofo francese Jean-Paul Sartre (1905-1980) mentre scrive nella sua casa foto di James Andanson/Sygma via Getty Images

Spesso proponiamo il ritorno a quelle letture e saggi che per noi sono state fondamentali e che consideriamo ancora imprescindibili per capire e capirsi. E ci si domanda quale attualità hanno ancora i «classici» per poi scoprire nuove interpretazioni e profili. Jean-Paul Sartre, in realtà, è rimasto sempre presente, un filosofo indispensabile e irriverente. Simbolo dell’engagement, ci spiega che non dobbiamo impegnarci, lo siamo già. Anche quando non facciamo nulla per cambiare lo stato delle cose siamo impigliati nella situazione, complici con la nostra assenza o distrazione. Non è possibile uscire dal mondo e quindi la nostra passività diventa scelta...

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