closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Cultura

Il condominio delle solitudini

Intervista. Parla lo scrittore israeliano Eshkol Nevo. In Italia è appena uscito il suo romanzo «Tre piani», per Neri Pozza. «Il movimento degli indignati non ha visto la caduta del primo ministro. Però sento di poter dire che ha cambiato in profondità i giovani, gettando dei semi per il futuro»

Eshkol Nevo

Eshkol Nevo

Ci sono almeno due modi per leggere l’ultimo romanzo di Eshkol Nevo. Si può considerare Tre piani, Neri Pozza (pp. 256, euro 17), traduzione di Ofra Bannet e Raffaella Scardi, come un viaggio doloroso nella solitudine e nello smarrimento che coglie l’animo umano di fronte alla paura e all’isolamento, un percorso cupo, difficile e in cui solo verso la fine è dato di cogliere la luce di una speranza. Oppure si può scorgere nelle storie e nei personaggi descritti l’eco di una straordinaria metafora dei quesiti che attraversano la società israeliana degli ultimi anni, sospesa tra una drammatica chiusura su...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi