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Editoriale

Il Colosseo? Si vede pure da fuori

Notte dei musei. Il Colosseo è il sito archeologico più visitato della capitale e quest’anno, nonostante sia un monumento «malato», ha registrato un incremento del 6% di introiti

È probabile, alla fine, che il Colosseo non resterà chiuso sabato, durante la Notte dei musei: in extremis, si è optato per la via delle trattative, causa di forza maggiore. Oggi, in una riunione, si cercherà di mettere a punto una squadra credibile di guardiania. Fino ad ora, però, non si sono trovati custodi volontari per lo straordinario fra i lavoratori assunti (accordi sindacali vogliono che si cerchino lì e non altrove).

E quale teatrino è andato in scena di fronte alla disfatta? Il ministro Franceschini ha allargato le braccia in segno di resa, il sindaco Marino ha detto di voler fare il possibile (ma non è di sua competenza, quindi parole al vento), la Cgil se l’è presa con il blocco del turn over, qualcuno ha invitato fantomatici «dirigenti» ad andare a lavorare ai cancelli dell’anfiteatro Flavio e Vittorio Sgarbi si è slanciato in una ardua prova di matematica e generosità: «Ho fatto il conto delle ore necessarie per assicurare il pagamento dello straordinario, saranno 500 euro. Se non li mette nessuno, li tiro fuori dalle mie tasche». Se Franceschini fosse in ascolto, potrebbe far tesoro del suggerimento, ma forse è frastornato dalla richiesta assordante di sue dimissioni.

Il Colosseo è il sito archeologico più visitato della capitale e quest’anno, nonostante sia un monumento «malato», ha registrato un incremento del 6% di introiti.

La notizia della sua chiusura, oltre ad aver fatto il giro del mondo esponendoci al pubblico ludibrio, potrebbe non essere così grave. Il Colosseo si vede pure da fuori, in fondo. Sarebbe ben peggio non aprire la Galleria Borghese (è il nono sito italiano per appeal con 500mila visitatori nel 2013 e più di 3 milioni di euro di incasso). È uno scrigno mozzafiato con opere da capogiro di Tiziano, Raffaello, Caravaggio, Bernini, Rubens, Canova. Al momento, è un museo «non pervenuto». Che, oltretutto, vanta un bell’impianto di climatizzazione non funzionante. Niente paura: si fa con i metodi della nonna, finestre spalancate e quadri arieggiati.