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Cultura

Il «chattillo» sfaccendato

Scaffale. Il «Bestiario napoletano» di Antonella Cilento, pubblicato da Laterza, ha anche un anelito civile, è metafora della vita e della storia sociale

Antonella Cilento nel suo ultimo lavoro, Bestiario napoletano (Laterza, pp. 224, euro 18), racconta di Napoli attraverso il doppio filtro del suo sguardo, quello colto e intelligente di una scrittrice, e la metafora dell’animalità. La scelta non è causale né stravagante. Non solo perché, come scrive, «ogni luogo magico, sin dall’antichità, è abitato da bestie» – e Napoli certamente lo è, magica – ma anche perché gli animali ci dicono cose che strade, monumenti e gli stessi umani non sanno comunicare. Lo sapevano bene gli estensori dei bestiari medievali, ingiustamente accusati di parlare di animali inesistenti, come l’unicorno, o di...

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