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Visioni

Il Black Friday e il confine fra desideri e bisogni

Habemus Corpus. Il concetto di necessario e di superfluo in un’economia di mercato che ha tutto l’interesse a vendere sempre di più

Una scena della serie «Sex and the City»

Una scena della serie «Sex and the City»

Prendo spunto da un sentito sfogo di Lisa Ginzburg che ieri ha scritto «Parole odiate: Black Friday». Concordo, condivido e rilancio: odiatissimo. Non è una questione di termine linguistico, che anche lì ci sarebbe molto da dire sulla mania di sposare l’inglese, ma proprio di senso profondo. Mutuato, come l’altrettanto da me detestato Halloween, dalle abitudini statunitensi, il Black Friday è diventato un tormentone pubblicitario presentato come la mecca dei consumatori, il giorno o il periodo più felice dell’anno, l’evento cui non ci si può sottrarre, l’attesa del messia degli acquisti in vista del Natale perché… Perché possiamo comprare roba,...

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