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Editoriale

Il bidone F35, lo dice anche il Pentagono

È stato reso noto ieri un rapporto del Pentagono (grazie al sito www.altreconomia.it) che sostanzialmente ci dice che i cacciabombardieri F35 fanno abbastanza schifo. Con linguaggio tecnico e diplomatico il rapporto segnala che “le performance sono immature… e che le soluzioni individuate sono inaccettabili per le operazioni di combattimento” (meno male…). Poi il Pentagono annuncia che sono stati fatti dei test sull’affidabilità dell’aereo e che sulle tre variabili prese in considerazione, siamo messi male: non superano il 30% dei risultati attesi. Ma non è finita: “i tassi di manutenzione per la gestione di problemi degli aerei sono stati tre volte superiori rispetto alle soglie richieste”. Tra i problemi tecnici più preoccupanti, ci sarebbe la gestione piena di falle del software dell’aereo, il peso eccessivo dei velivoli e i caschi dei piloti costosissimi, ma che fanno vedere immagini distorte e traballanti. E poi c’è il problema dei temporali e dei fulmini: in quel caso è meglio che gli F35 rimangano sulla pista di decollo.

Insomma, un disastro. E intanto l’Italia continua nella produzione di aerei che probabilmente non avranno – fortunatamente – alcuna speranza di volare in missione. Avremo buttato così miliardi di euro per un’operazione sbagliata e senza senso e con velivoli che hanno difficoltà anche a decollare. Sul rapporto del Pentagono il governo fa finta di niente ed il ministro Mauro risulta irreperibile. Abbiamo immediatamente presentato una interrogazione urgente, per ora senza risposta.

Questo rapporto del Pentagono è l’ennesima tegola sugli F35. Eppure il governo italiano continua imperterrito nella realizzazione del programma violando la stessa mozione parlamentare approvata dalla sua maggioranza a giugno: infatti altri tre velivoli sono stati acquistati a settembre, nonostante quella mozione avesse impegnato il governo a sospendere altri acquisti fino ad un nuovo pronunciamento del parlamento, che ovviamente non c’è più stato.

E così, nei prossimi anni spenderemo altri 13 miliardi di euro per degli aerei che servono a fare la guerra e a portare ordigni nucleari, ma che probabilmente – e fortunatamente – dovranno rimanere a terra fino a che non saranno risolti i problemi tecnici. 13 miliardi, una enormità di soldi, mentre avremmo bisogno di quei finanziamenti per fare cose più utili: combattere la disoccupazione, mettere in sicurezza le scuole, promuovere le energie rinnovabili. Una follia che il governo fa passare sotto silenzio, facendo un favore all’industria militare nazionale, alla Lockheed e alla casta delle gerarchie militari italiane. Tra l’altro, a causa di tutte le manchevolezze tecniche evidenziate dal rapporto del Pentagono, il programma subirà degli enormi ritardi e costringerà a comprare o utilizzare velivoli sostitutivi per le missioni operative. E naturalmente le integrazioni di carattere tecnico aggiunte al ritardo della fase produttiva produrranno inevitabilmente un aumento dei costi. In Italia c’è chi continua a pensare che questo programma di cacciabombardieri F35 sia decisivo per le nostre forze armate e una manna per l’occupazione. Le nostre forze armate potrebbero farne tranquillamente a meno e i posti di lavoro creati veramente modesti. Con gli stessi soldi – se investiti in un programma nazionale di piccole opere e in un piano del lavoro nei settori strategici del nostro sistema industriale – si potrebbero creare decine di migliaia di nuovi occupati. Eppure si continua, inutilmente, e con uno spreco enorme di risorse che di fronte a questa crisi dovrebbero essere destinate ad altro.

Renzi non dice una parola e i suoi deputati del Pd alla Camera votano regolarmente contro tutte le proposte per fermare i cacciabombardieri. Anche sugli F35 l’intesa con Berlusconi è piena e senza incrinature. Ma non è ancora finita e, presto, finita l’indagine concitiamo sugli F35, il parlamento se ne tornerà a occupare; e allora il governo delle medie intese non potrà più fare finta di niente.