Non si può dire che la misura s’addice a Nick Mason. Di certo il batterista dei Pink Floyd quando ha avuto da questionare, ha sempre usato sempre paradossi ed iperboli. Fece a suo modo epoca la dichiarazione che l’abbandono di Waters era stato per il gruppo come la morte di Stalin per l’URSS. D’altronde, consapevole di non possedere né la follia di Barrett né le capacità compositive dell’autore di The Wall, ha saputo valorizzare l’appartenenza a una delle rock band più famose ed influenti del mondo scrivendo biografie come Inside Out, pubblicate anche in Italia. L’imminente uscita di Unattended Luggage consente di ascoltare quasi l’intera produzione realizzata da Mason al di fuori dei Floyd e anticipata dalle produzioni regalate ai Damned e a Robert Wyatt. Proprio l’ex Soft Machine presterà la voce a Nick Mason’s Fictitious Sports, uscito nel 1981 e interamente composto da Carla Bley, che servì i suoi brani sperimentali ad un Mason allora inceppato sul cosa suonare e consegnandogli uno dei dischi più atipici e bizzarri di quegli anni. Più di routine e vicini alla sua idea di musica gli altri due, firmati con l’ex 10cc Rick Fenn, il parzialmente strumentale Profiles (1985) e la colonna sonora del thriller White of the Eye di due anni dopo.