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Cultura

Ibargüengoitia, rompicapo crudele della «normalità»

TEMPI PRESENTI. Torna in libreria «Le morte» dello scrittore messicano (La Nuova Frontiera). Dopo anni di lucrosa attività, la prostituzione fu proibita. Le sorelle protagoniste nascosero le donne in un rancho isolato; in quanto «improduttive», le affamarono e tormentarono per mesi. Il suo romanzo, nonostante la storia efferata, è disseminato di humor e ironia. Si racconta la vicenda vera ma la finzione letteraria la demolisce. Al mix di materiali, voci e toni si unisce quella dei generi, proiettando il testo verso l’estetica postmoderna.

L’autore Jorge Ibargüengoitia (1928-1983)

L’autore Jorge Ibargüengoitia (1928-1983)

«Né Edgard Allan Poe, né un altro scrittore capace di inventare le storie più truculente, avrebbe mai potuto scrivere un racconto pieno di malvagità e perversione come quello che hanno redatto con sangue, lacrime e veleno Delfina e María de Jesús González Valenzuela, sorelle incredibilmente bestiali, note nel mondo della malavita come le Poquianchis. Queste donne hanno superato le idee e i metodi dei nazisti!». A metà degli anni sessanta, affermazioni del genere si potevano leggere su buona parte della stampa messicana e in particolare sulla rivista Alarma!, che aveva aumentato vertiginosamente le tirature grazie alle due «sataniche sfruttatrici del...

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