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Editoriale

I rottamatori dell’articolo 18

Ai tempi del governo Monti, nel momento di maggior polemica sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, fu il presidente degli industriali Giorgio Squinzi a gettare acqua sul fuoco («la licenziabilità dei dipendenti è l’ultimo dei nostri problemi»). Oggi, invece, con balzo felino, Squinzi sale sul carro di Renzi, il politico tentato da una revisione dell’articolo 18, peraltro modificato proprio dal tandem Monti-Fornero. Così l’appello di Landini a Renzi («Fai una cosa intelligente, ripristina l’articolo 18») sembra destinato a rimanere inascoltato.

Sul carro renziano è da sempre ben piazzato Oscar Farinetti, un campione del made in Italy alimentare. Intervistato dal Fatto, l’imprenditore che ogni sera offre le sue ricette (purtroppo politiche) da tutti i talk-show televisivi, ha chiarito il suo pensiero. Secondo lui la tutela dal licenziamento illegittimo andrebbe abolita perché in realtà l’articolo 18 è solo un grande scudo dietro il quale si ammassa l’esercito dei fannulloni: «Il lavoro garantito per chi non ha voglia di lavorare è un delitto». E i sindacati? «Sono un impedimento di sicuro». Basta e avanza, e non c’è neppure bisogno di aprire l’imbarazzante capitolo delle perquisizioni corporali subite dai suoi dipendenti per verificare che, a fine turno, non si mettano in tasca qualche fettina di prosciutto.

Naturalmente la coppia Renzi-Farinetti non è la prima e non sarà l’ultima che mal sopporta il sindacato, che preferirebbe avere mano libera sui licenziamenti, che mette sullo stesso piano padrone e operaio, che racconta la favola del merito, come fossimo tutti uguali, tutti imprenditori di noi stessi. Il liberismo come la falsa coscienza sono la merce che oggi vende di più. Basta non esagerare pretendendo pure di essere considerati leader (o imprenditori) di sinistra.

  • Franco Lazzari

    landini landini….ah si CGIL e concertazione. Ora ricordo. Avanti un altro.

  • Eduardo d’errico

    Eh, cara Rangeri, le esagerazioni sono tante…voi pretendete pure di essere considerati un “quotidiano comunista”……

  • Giorgio Rappo

    i “nuovi” capitalisti manifestano la stessa allergia dei loro predecessori: vogliono “mano libera” (leggi schiaffo libero) sulle/sui “loro” sottoposte/i. Sempre la solita tracotanza padronale. Occorre non difendere ma conquistare il rispetto per le Lavoratrici e i Lavoratori.

  • paola

    Peccato che farinetti, ed altri con lui, che sono bravi a fare le cose, dimostrino con tali affermazioni quanto poco s’intendano di altri campi. E’ vero che ci sono tanti fannulloni nelle aziende pubbliche e private italiane, chi non li incontra quotidianamente! Ma è importante capire che non è l’art.18 ad impedire il loro licenziamento. I dirigenti non sono protetti dall’art.18 eppure quanti incapaci rimangono sulle loro comode poltrone anche dopo aver prodotto danni alle aziende per cui lavorano. L’art.18 è un argine, è vero, che garantisce alle persone serie e oneste di mantenere il posto di lavoro, in una società corrotta e clientelare che a forza di raccomandazioni ha svuotato di conoscenza e professionalità tante aziende italiane. Se ci fosse libertà di licenziare chi pensate che manterrà il posto di lavoro? Gli onesti o i raccomandati?

  • Armando Pitocco

    Un ragionamento pulitissimo!

  • pietro ancona

    Farinetti si sbaglia a considerare il sindacato a favore dei lavoratori. Il sindacato è dalla parte del governo e del PD come abbiamo visto in occasione della legge Fornero collazionata proprio dalla Camusso prima di essere pubblicata. La novità è che oggi anche la Fiom di Landini sia pure coprendosi con una buona maschera non farà niente per difendere i residui di diritti che restano

  • yurjprc

    Il manifesto invita continuamente a votare Sel, alleata del PD. Poi fa gli editoriali. Per forza è in fallimento, non ha una linea politica ne una linea editoriale.

  • toyg

    A me pare che Landini fece fuoco e fiamme all’epoca, e non fu ascoltato (come sempre) dalla “maggioranza interna” CGIL/PD perché “questo è un governo amico e ci prepara la strada”. La FIOM e Landini furono tra i pochissimi a dire subito che la riforma Fornero era un disastro, mentre ancora il Partito Debenedettico osannava il governo Monti. La CGIL ha moltissime ombre (e la gestione Camusso è fallimentare come è stata fallimentare quella di Epifani, entrambi subalterni ai maggiorenti piddini), ma la FIOM di Landini è stata una luce nel buio della sinistra recente.

  • Alessandro

    senza dimenticare il famoso stimolo legato alla meritocrazia oramai nei meandri di chissa’ quale ideologia o coscienza.Purtroppo , credo, il concetto di sinisrta per molti e’ sempre legato ad una veste di mera e solo veste di umile lavoratore, senza capire che “la sinistra” la vera sinistra deve garantire una dignitosa esistenza e dare luogo a chi, nel rispetto delle regole democratiche e umane, dimostra qualita’ morali e capacita’ personale senza impedirne la crescita professionale e intellettuale