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Visioni

I «reduci» del cinema dopo un anno di buio

Tutti a casa. Ancora nessuna riapertura all’orizzonte, mentre i ristori non fanno differenze fra realtà diverse

Continua il silenzio sul fronte dei luoghi della cultura: oltre ai ringraziamenti di rito della categoria al nuovo presidente Mario Draghi per le parole e gli impegni dedicati al «patrimonio che definisce la nostra identità», e alla combattività di chi ha tutto da perdere – e tantissimo ha già perduto – e cioè i lavoratori dello spettacolo dalle maschere alle maestranze (che manifestano il 23 febbraio), la ripartenza di cinema e teatri sembra uscita dall’orizzonte degli interessi nazionali. È di ieri la notizia che l’Anec auspica una riapertura in primavera affidando tutte le sue «speranze» al piano vaccinale. Certo questo...

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