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Editoriale

I pericoli della comunicazione violenta di Grillo

M5S. Se l’ex comico andasse al governo il suo nuovo nemico sarebbe la democrazia stessa

Beppe Grillo di fronte all'Ariston durante l'ultimo festival di Sanremo

Ho l’impressione che, dalla nostra parte, vi sia troppo silenzio, e nessuna critica, alla campagna elettorale di Beppe Grillo. Come se si temesse di cadere dal lato di Renzi. Ma noi dovremmo avere una opinione nostra, sull’argomento. Perciò mi permetto di suggerire qual è l’interpretazione del fenomeno. Ricapitoliamo.

Beppe Grillo è con i Forconi e con i poliziotti che si tolgono i caschi. È anche con i secessionisti veneti: «In Veneto – ha scritto sul suo blog – si stanno facendo le prove generali per la secessione sotto gli occhi stupiti di giornalisti post datati e di storici da strapazzo». Dopo gli scontri a Roma in aprile, protagonisti i movimenti per la casa, Grillo era invece con loro e contro i poliziotti. Nell’ultima uscita a Torino ha detto che i poliziotti «sono con noi». Grillo è per sottoporre Dudù, il cane della fidanzata di Berlusconi, alla vivisezione, poi corregge: da vivisezionare è Berlusconi. Grillo si proclama «oltre Hitler», poi chiarisce: come Charlie Chaplin in Il dittatore. Renzi è «un ebetino» che ha dato «linguate al culone di Angela Merkel». Berlusconi è una «salma». Quello attuale è un governo «delle laide intese». Su Lampedusa, Grillo a suo tempo scrive: «Ma se per queste persone il viaggio sui barconi è tuttora l’unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare debba essere per l’Europa motivo di “vergogna e disonore”»; poi rilancia il post di un affiliato, che dice: «Questa gente va educatamente, ma con decisione rispedita a casa… Non hanno alcun motivo per venire da noi. Primo per la situazione che vive l’Italia a livello economico, secondo perché già abbiamo una densità di popolazione più alta della Cina, terzo perché non sono rifugiati politici né profughi di guerra». Grillo e Casaleggio infine smentiscono i senatori cinquestelle che volevano l’abolizione del reato di immigrazione clandestina. E ora, a proposito dell’euro, scrive: «È necessario un piano B nell’eventualità che si debba tornare alla lira» e annuncia un referendum sulla moneta unica «se vinciamo le elezioni».

Sono solo esempi, pescati a caso dalla pioggia di post, insulti, invettive, prese di posizione senza appello, derisioni e battute. In un’intervista al manifesto, Barbara Spinelli dice che con il Movimento cinquestelle la Lista Tsipras può trovare molte convergenze: alcune delle proposte rispettive sono «identiche». E anche al parlamento europeo, aggiunge, si potranno trovare intese. Se si sta alla lettera dei programmi, quel che dice Spinelli ha un fondamento (se si tralascia la non secondaria questione dell’immigrazione, naturalmente, oltreché l’ondeggiamento sull’euro). Ma probabilmente leggere i programmi non è sufficiente a capire cosa sia quel Movimento, e come lo gestisca il suo fondatore e capo indiscusso.

Le etichette, come il molto usato «populismo», non servono a gran che. Grillo, semplicemente, dà voce a un diffuso furore contro ogni tipo di potere, di politica: sentimento che ha, beninteso, una fortissima ragione. Ma lo fa usando, come spunto polemico, ogni avvenimento che si presti allo scopo. Se si dicono cose contraddittorie o anche opposte, non importa. I media sono alla ricerca di enormità, insulti, battutacce, e i redattori politici ogni mattina si svegliano chiedendosi: «Che dirà oggi Grillo?». E lo fanno perché così li ha abituati Silvio Berlusconi in vent’anni di quotidiana esibizione sui media. Infatti il capo di Forza Italia oggi, nel suo lungo tramonto, è costretto a inseguire: Grillo vuol fare la marcia su Roma? No, la faremo noi. O ancora: Grillo non è come Hitler, è come Stalin, come Pol Pot, è un sanguinario.

Ma questo stile, ossia questa legge della comunicazione all’epoca di internet, è la stessa che ha permesso a Matteo Renzi, di conquistare prima il Partito democratico e poi Palazzo Chigi. La «rottamazione», termine violento, ne è stata il cardine. Ma poi ci sono la «velocità», la «rivoluzione», gli esecrati «professoroni», gli «sciacalli» che «puntano alla crisi del paese», la «patria» che i giovani sono chiamati a servire con il servizio civile, fino al «votate chi vi pare ma non i pagliacci», probabilmente un errore, quest’ultimo, perché accomuna il Pd a tutti i partiti nel mucchio dell’odiata politica. E però è un passo necessario: l’avversario più pericoloso, per Renzi, è Grillo. E comunque tutto si tiene: lo spettacolo a cui stiamo assistendo è quello di «tre leader» (con tendenza a diventare due) che si azzuffano sguaiati.

Ma è comunque Grillo a prevalere in questa fiera dei denti che digrignano. Usando il registro della satira e sovrapponendolo totalmente a quel che dovrebbe essere il discorso pubblico, quello della politica, che richiederebbe capacità di mediazione e una qualche inclinazione ad approfondire i temi con onestà intellettuale, stimola sentimenti di odio, di aggressione al «nemico», i più disparati. Perché la regola, nelle elezioni dominate dai media (e tutte le elezioni lo sono), è «coprire» più territorio possibile, mettendo insieme le spinte e le visioni delle cose più diverse. In effetti, l’insorgenza del «popolo grillino» assomiglia a una smisurata assemblea di condominio, dove persone diverse che mal sopportano il vicinato si scontrano, spesso con una violenza incomprensibile, per tutelare gli interessi individuali di ciascuno. L’articolazione del discorso, la complessità, sono percepiti come ostacoli, qualcosa che divide. Il disprezzo di Grillo per gli intellettuali (che, come tutto il resto, si appoggia su una situazione effettivamente deplorevole) ha questa radice.

E così è che tiene insieme gente di destra e di sinistra, chi dà la colpa alla massoneria e chi alle multinazionali, chi vorrebbe cacciare tutti i «clandestini» e chi accoglierli? È solo e soltanto Grillo, che dà sempre l’impressione che mandare tutti «affanculo» sia un atteggiamento vincente. Se la sinistra è reduce da sconfitte e divisioni e propone un lessico invecchiato (salvo eccezioni), ecco che l’intransigenza, la capacità di «bucare» i media, il disprezzo esibito per chi si presenta come «autorità» (chiunque), attraggono irresistibilmente e indifferentemente. E se Grillo dice cose che non si condividono, si tratta solo di intemperanze che non compromettono la missione unica: mandare tutti a casa.

Già, ma per fare cosa? L’idea di fondo, mai esplicitata completamente, è che le istituzioni sono neutre, sono delle scatole che, caso mai, devono recuperare la sovranità ceduta o perduta per trasferirne quote consistenti al cittadini. Se le istituzioni fossero svuotate di tutti quelli che attualmente le abitano, dal Quirinale in giù, e riempite di persone comuni, di cittadini qualunque, ecco che la «rivoluzione» sarebbe avvenuta.

Domanda: ma la violenza ostentata nel modo di comunicare di Grillo, e l’affidamento indiscutibile dei singoli al capo, nel caso in cui Grillo e Casaleggio formassero un governo, in cosa si trasformerebbero? Dove si troverebbe (inventerebbe) un nemico, considerato che di questo ha bisogno quel modo di essere del Movimento cinquestelle?

Forse, come già succede, il nuovo (vecchio) nemico non sarebbe altro che la democrazia stessa.

  • roccosiffredi

    Ma a parte le intemperanze verbali di Grillo (necessarie per controbattere ai media coalizzati contro chi li vuole riportare al libero mercato e non ai sussidi statali) cosa rimprovera al M5S? Di aver fatto quello che aveva promesso? Di non rubare? di aver restituito il maltolto autoassegnatosi dai partiti ladri (parliamo di 41 milioni di euro)…Caro signore, voi commentatori a gettone vi concentrate troppo sulle parole (quelle che vi fanno comodo) e non sui fatti. Io non so quello che il M5S farà dovesse raggiungere il governo, ma so già che lo farà meglio di quegli altri che, nel migliore dei casi, sono dei personaggi attaccati alla poltrona e, nel peggiore, dei delinquenti (non mi riferisco solo al nano). N.B. Sarei interessato a conoscere i nomi di chi Lei giudica “intellettuali”. Io in Italia conosco solo Umberto Eco.

  • Mare Nero

    I discorsi di Grillo non hanno nulla di violento perchè sono percepiti da chi ascolta come sberleffi al potere. Nessun aderente al m5s ha mai commesso un gesto violento. Dopo un comizio del m5s nelle piazze non c’è neppure una carta a terra e questo dimostra grandissimo senso civico. Sono squadristi della raccolta differenziata? Non cogliete il significato e il senso del m5s perchè vi concentrate esclusivamente su Grillo. Beppe non è nelle istituzioni perchè non è suo compito trovare mediazioni o essere concreto. Lui garantisce alcune linee guida ma i portavoce in Parlamento rendono il tutto concreto e istituzionale,.

  • O. Raspanti

    I grilli sono abituati a vomitari fiele sul manifesto: non so più quanti posts ho letto con termini insultanti e aggressivi rivolti alla redazione del giornale e ai suoi lettori.
    Oggi (miracolo!) i grilli si travestono da pecorelle e marenero come roccosiffredi arrivano quasi a strappare la lacrima per quanto sono “bravi ragazzi”, gentili, onesti, probi, rispettosi degli altri.
    Siccome io la penso come Sandro Medici, Staino e altri, non ci credo nemmeno per un istante. Non alla buona fede di migliaia di militanti e di simpatizzanti, ma a quella del duo Grillo & Casaleggio Associati.
    Basta conoscere la biografia di Casaleggio (documentatevi grilli per saper con chi avete a che fare, un furbacchione senza grande talento inventore della WebEgg) per tenersene alla larga.
    Le “intemperanze verbali” di Grillo (di una violenza inaudita), se sono solo chiacchiere levano al vice-guru qualsiasi interesse politico (“fa per chiacchierare, non è mica quello che faremo”…), se alle parole seguono i fatti, si tratta senz’altro di un movimento fascistizzante.
    Mettetela come vi pare, ma cosí è.
    L’ oltre Hitler non può farsi passare per un democratico riformista e non saranno certo le piazze pulite lasciate dai manifestanti grillini che cambieranno la natura del progetto politico di Grillology (più o meno una setta, che funziona come Scientology, a parte le pseudoconsultazioni in rete che servono di facciata).

    Quindi, ribadisco, sottoscrivo interamente le inquietudini di Medici e il suo invito a dire più forte e più chiaro la nostra opposizione a un movimento populista, demagogico (“stacchiamo l’Europa con click di tastiera”: esilarante e tragico) e xenofobo.
    Con buona pace dei grilli che si arrampicano sugli specchi.

  • Spartacus

    Il progetto di Grillo & Casaleggio s’iscrive pienamente in quello della P2 di Licio Gelli.
    Grillo terminerà l’opera di sfascio della Costituzione Repubblicana cominciata da Berlusconi (con gli alleati della Lega e le complicità dei piddini).
    E ciò è detto a chiare lettere dall’ex-comico (ma non troppo).
    Si può discutere quanto si vuole, ma se si prende tempo di analizzare il guazzabuglio di proposte di Grillo, si vedrà che sono molti i fattori che configurano una svolta autoritaria.
    Ad ognuno le proprie scelte, ma che almeno i grillini evitino di farsi passare per chierichetti.

  • flavio a

    Caro Sandro, domenica ti voterò, ma questo editoriale mi sembra non cogliere il punto del M5S. Ha ragione Mare Nero, ti concentri troppo sulle frasi di Grillo (non che non bisogni analizzarle), poco o nulla su tutti quelli che fanno parte del movimento. A me quello che non piace del M5S (a parte il linguaggio di Grillo), in primis, è questa falsa idea che non ci sono più sinistra e destra, bensì ci sono solo idee da portare avanti (l’ha ripetuto Crimi ieri a radio anch’io). Parlano di ideologie, ma dimenticano che esistono gli ideali. Ma il modello di società che si vuole e dunque le idee che si hanno per cambiare e migliorare devono avere un pensiero alla base, che per me deve essere quello di sinistra. Questo mi preoccupa, dato che il movimento ha e potrebbe avere ancor di più influenze dalla destra (si veda il discorso immigrazione, dove credo Grillo abbia solo paura di essere impopolare e di perdere voti, come ha lui stesso dichiarato). Molto spesso, per ora, le idee che il M5S porta avanti sono, come riconosce Spinelli, comuni o vicini alle idee di sinistra. Io credo che la sinistra dovrebbe dialogare con tutti quelli del M5S che hanno le nostre idee (dato che probabilmente sono persone di sinistra, checché loro ne dicano). Demonizzare il M5S non è la strada giusta, a mio modesto parere.

  • flavio a

    Scusate, fatemi fare degli esempi. Il M5S difende i beni comuni, l’acqua, la sanità, le reti di comunicazione e tutti gli altri beni, vuole che siano pubblici e che vengano fatti funzionare (Grillo l’ha detto anche da Vespa). Mi chiedo tra l’altro quanti di quelli che lo voteranno sono d’accordo su questo. Non è questa una battaglia che dovrebbe essere condivisa? E la questione morale, la questione dei costi della politica e della corruzione? Non dovrebbe essere anche nostra? Il M5S ha riconsegnato 5 milioni di euro allo stato dai soldi che erano loro destinati come rimborsi elettorali e altro. Io non sono contrario di principio al finanziamento dei partiti, però ci vuole controllo, non può essere come è adesso.

  • vedobuio

    Sono d’accordo sulla analisi che fai della follia di questo delinquente e sulla critica Nascosta fatta alla Spinelli, perché non si può parlare del movimento ma del suo padrone e questi sono come i servi di 100 anni fa che al passaggio si levavano il cappello e inchinandosi borbottavano—SI, SIOR PARON–. La Spinelli nemmeno si sogni di fare con questi disfattisti fascisti neanche a condividere il cesso.—-NOI SIAMO DI SINISTRA E LO DOBBIAMO DIMOSTRARE. La lista per—L’ALTRA EUROPA CON SIPRAS—lo dimostrerà.

  • Zaller

    Genitle Flavio, sono d’accordo con lei sul fatto che con il M5S si debba dialogare. Come lei sottolinea, una parte dei loro valori e delle loro proposte sono comuni a quelli della sinsitra. L’attenzione per Grillo, però, è a mio modesto avviso altrettanto necessaria, così come la critica netta dei lati del M5S che invece sono preoccuanti (e credo che converrà con me che ce ne sono diversi). Io sinceramente non credo ad una separazione del M5S che vede da una lato Grillo ed i suoi difetti, e dall’altro la base del movimento sincera ed appassionata. Se è vero che nel M5S convivono diverse anime, le linee di frattura credo siano verticali: tanto al vertice come alla base possiamo trovare passione e impegno, come deriva autoritaria, manicheismo, e settarismo.
    Grillo, oltre ad essere il il fondatore del M5S, ne è anche il volto ed il principale strumento di raccolta del consenso. E questo, checchè se ne dica, non solo per la morbosa curiosità dei media, ma anche per volontà dello stesso Grillo e del M5S. Anche se ammettiamo (ma non ne sono affatto convinto) che Grillo, i suoi discorsi, ed i suoi modi, non siano rappresentativi delle idee e dei contenuti del M5S, dobbiamo ammettere che però dicono molto del meccanismo di creazione del consenso a cui si affidano. Dicono molto della “cultura politica” su cui il movimento fonda la sua legittimazione. Sono aspetti tutt’altro che trascurabili, e che meritano attenzione tanto quanto le singole proposte parlamentari.

  • Riccardo

    Non troppo tempo fa, un’autorevole rivista, nel fare un elenco dei più influenti pensatori viventi nel mondo, per l’Italia citava Umberto Eco e… Antonio Negri. Quest’ultimo molto sottovalutato, se non disprezzato, in Italia. Ma che è indubbiamente una delle menti più brillanti in circolazione (nonostante i suoi ottant’anni). Una visione del mondo, la sua, indipendentemente da come la si pensi al riguardo e la si giudichi, ampia, profonda, che proviene da una persona che ha un bagaglio di esperienza di lotte, credo, unico.

  • Riccardo

    “La sinistra che conosciamo è morta”. Da un pezzo. Vedi l’articolo di Pintor sul Manifesto (aprile 2003).
    Non potendo negare l’ovvio, Il Manifesto rispose che:
    “lo scopo della sinistra non è vincere domani ma operare ogni giorno e invadere il campo”,
    “Noi del manifesto non abbiamo ricette pronte, vogliamo esprimere un punto di vista critico, con passione, disinteresse, ironia. Senza
    saccenteria.”
    “Un po’ anarchici, un po’ comunità. Sapendo di poter «al massimo esercitare una suggestione”.
    Tutto bello, tutto condivisibile. Ma questo non è un programma politico. Sono buone intenzioni.

  • Riccardo

    Tutte battaglie condivisibili. Ma quale progetto di società propone il M5S? Non si vede nulla in proposito. Solo urla. Solo un personaggio creato dai mass media. Un “guru” (quel poveretto di Casaleggio) che si evidenzia per la sua assoluta vuotaggine di pensiero. Quando il M5S ci illustrerà il suo progetto di società, su che basi sarà regolata (sistema di produzione capitalista? è quello attuale…), potremo valutare. Per adesso si tratta di un movimento aggregato su dei “punti”. E dei “punti” non sono un progetto di società.

  • flavio a

    Gentile Zaller, grazie per la risposta. Condivido quello che dice, non volevo dire che Grillo non è rappresentativo del movimento (l’idea che non ci sono più sinistra e destra è sua, ovviamente), solo che bisognerebbe prestare più attenzione agli attivisti e alle loro battaglie. Confesso però di non aver ancora ben compreso la ”cultura politica su cui il movimento fonda la sua legittimazione”. Dire Fascismo non mi convince.

  • flavio a

    Ne parlavo prima del modello di società. Sono d’accordo, anche se l’Italia è talmente messa male …

  • Max lo scettico

    Io riprendo quando scritto da Medici e sottolineato vedobuio, spartacus, raspanti e altri, e cioè che non si discute della volontà di profonda riforma del paese espressa da migliaia e migliaia di militanti del M5S, ma della sua natura profonda come organizzazione politica più che opaca e del ruolo giocato dai due guru (autocratici e autoproclamati).
    Le intemperanze verbali di Grillo sono gravissime e oltre all’agghiacciante citazione di Hitler (anche solo per dire che è oltre) troviamo il rifiuto netto del diritto di suolo, il vantarsi di avere il sostegno di digos e pulaga, gli attacchi minacciosi a chi non piega alle suo direttive (come per gli stalinisti, diventano ipso facto servi del nemico) ecc. ecc.
    E poi scusatemi, con tutto il suo blaterare sulla classe politica, vi risulta che abbia mai speso una parola contro il capitale e i capitalisti, in maniera diretta, chiara. Perché i corrotti della classe politica esistono anche perché ci sono i corruttori, cioè imprenditori e lobbies ai quali rendono grandi servizi.
    Ma sul mondo del lavoro, i rapporti di produzione e dei diritti dei lavoratori Grillo si guarda bene di parlare in maniera approfondita a parte qualche comparsata accanto ai camalli o di altre categorie che attirano un’attenzione dei media.
    Grillo è un prodotto in plastica estremamente tossico.

  • Spartacus

    Mi pare necessario aggiungere una cosa e con ciò invitare a riflettere i grillini che non so quale naufragio ha spinto fino alle pagine in linea del manifesto.
    Il fatto che Marine Le Pen, segretaria del Front National, abbia cercato un’intesa, una convergenza, col M5S, non vi dice nulla sulla natura di questo partito ?
    Front National, Lega Nord, Vlaams Blok, il PVV olandese e altri ameni partiti populisti (leggi, più o meno neofascisti), erano pronti ad accogliere nella loro alleanza la Grillo & Casaleggio Associati.
    Pensate veramente che se non vi fossero state convergenze su certi punti qualificanti, la Le Pen avrebbe teso le braccia al M5S?
    Mi si risponderà: ma il beneamato leader ha risposto “no”.
    A parte il fatto che ciò non leva nulla a quanto scritto sopra (Le Pen proporrebbe la stessa cosa a Tsipras? al Front de Gauche? al Partito dei Lavoratori o al Partito Radicale?), ma a ciò aggiungerei che è una riprova della consumata furbizia di Giuseppe Grillo (e del suo burattinaio).
    Citare in maniera altalenante Hitler, Stalin, Berlinguer, frasi di Mussolini, vomitare su Vespa e poi andare alle sue trasmissioni, parlare d’Italia, del suo glorioso passato e quindi esprimere sostegno al separatismo veneto, ecc., non è che un modo per attirare i consensi degli sprovveduti che credono ad ogni affermazione isolata dal contesto del discorso generale del beneamato laeder.
    Recemente un intellettuale francese ha scritto che oggi non abbiamo più di 2 minuti per far passare il nostro messaggio.
    Grillo lo ha capito bene: quello che precede e quello che segue non ha importanza (almeno,per i suoi simpatizzanti).
    Eco diceva che i leghisti sono persone che non leggono. I grillini forse leggono, ma non più di due righe, altrimenti non riconoscerebbero alcuna credibilità ad un tipo che è capace di dire una cosa e il suo contrario nello stesso discorso.

  • Alex62

    Caro medici, il M5S ha votato in parlamento CONTRO il reato di immigrazione clandestina. A me interessano i fatti, le parole stanno a zero.

  • Alex62

    Mi pare che siano i residui della “post” sinistra ad arrampicarsi sugli specchi. Troppi anni lontani dalle piazze?

  • Alex62

    Hai bisogno di “uno bravo” che ti curi.

  • Alex62

    La sinistra purtroppo è morta. Lo dimostra l’articolo di Medici.

  • Giancarlo da Torino

    Eco ? Stai parlando di un grande intellettuale italiano che perciò ovviamente non è del M5S… Eco è di sinistra e voterà L’ALTRA EUROPA con TSIPRAS. Non mescoliamo la lana con la seta, per piacere.

  • Giancarlo da Torino

    Spero che qualcuno ti informi che senza Grillo il M5S non sarebbe neanche nato e tantomeno avrebbe raccolto tanto successo. O ti illudi che migliaia di persone vadano in piazza per ascoltare un Di Maio? D’altra parte, in Italia i piazzisti (possibilmente volgari…) e gli showmen piacciono molto… Basta pensare ai milioni di Italiani che per più di 20 anni hanno adorato Berlusconi…

  • O. Raspanti

    Cosa c’entra il “reato” d’immigrazione clandestina ? Soprattutto se si tiene conto dello scontro fra il guru e una parte della base in quell’occasione e del costante riferimento agli immigrati come fattore negativo nei discorsi del vostro ducetto. Le parole stanno a zero soprattutto per quelli che non capiscono il peso delle parole. Di fatti per ora tra l’altro se ne son visti ben poco : non verrete a raccontarci voi grilli che l’Italia sta bene e che le rare cose positive che son state fatte negli ultimi mesi sono il risultato della minoranza del M5S ?! qui sfideresti non solo la grammatica ma anche la matematica.
    Caro Alex62, forse non te ne rendi conto, ma è proprio quest’arroganza, questo accecamento, che vi rende insopportabili. Comunque sia, per voi, è colpa degli “altri”. Siete tutti verginelli (con l’appoggio della digos però, come ha detto il Grillo)
    In un altro post hai consigliato a Spartacus di affidarsi alle cure di “uno bravo”. Hai ragione, lui forse può avere una speranza, te, voi, siete incurabili.
    Solo il definitivo sfascio del paese e le miserie che ne conseguiranno, vi farà, forse, passare la sbornia (ma scommetto che ci saranno dei “nostalgici” come per il ventennio)
    Siamo seri: il M5S è stato votato alle ultime elezioni senza aver presentato un programma economico (che è stato scritto solo dopo).
    Mi dici su che basi si fonda il consenso che vi è stato dato se non quello della pancia? È facile (e di cattivo gusto) dire Merkel “culona”, poi vi voglio vedere a gestire i rapporti di forza internazionali e l’economia del paese con un’accozzaglia di proposte senza capo né coda (molte, tra l’altro, copiate qua e là).

    E poi, permettimi, se la Sinistra è finita (cosa sulla quale dubito fortemente, perché noi saremo ancora qui quando di voi non ci sarà più traccia), cosa ci fai sul sito di un quotidiano che da decenni è stato ed è in prima linea nelle lotte che la sinistra, i lavoratori, gli ambientalisti e le donne ?

    Tornatene, facci la grazia, sul blog del vostro ducetto e lasciaci pure al nostro mondo fantasmatico.
    Ne riparleremo fra qualche anno ?

  • WalterD

    Nella pur comprensibile foga di evitare di “buttarsi nelle braccia” di Renzi, si commettono pero’ degli errori di valutazione e di lettura della realta’ che sono madornali e non fanno onore ad una critica oggettiva. Le scimmie urlatrici in questa campagna elettorare sono due , Grillo e Berlusconi. La terza “scimmia”, parla effettivamente di altre cose, dell’europa , del suo governo, dei piani futuri, del futuro in generale. Puo’ non piacere Renzi per infinite ragioni, ma non si puo’ fare l’errore di accomunarlo a due personaggi che dello sfascio hanno fatto la loro bandiera. Uno che approfitta di ogni occasione, come ben descritto nell’articolo, per mandare a fanculo a destra e manca con un linguaggio ed un target (il potere in generale) che riscuote sempre ottimo successo. Niente di sorprendente con questi slogan si riempiono facilmente le piazze. L’altro venditore di fumo e’ sempre alla ricerca della balla perfetta per incantare ancora quei quattro illusi che gli sono rimasti intorno e prendono come oro colato tutte le sciocchezze che il buffone sa inventare benissimo. Renzi non e’ di questa pasta, forse e’ piu’ pericoloso e spregiudicato, forse non pensa troppo alla qualita’ delle proposte ma corre magari anche a zig-zag ma in una Italia ancora invischiata nelle faccende del secolo scorso , sembra Speedy Gonzales e molti faticano a stargli dietro. Sara’ la nostra Thatcher o il nostro Blair ? Se e’ cosi ce lo siamo meritato abbondantemente e comunque e’ molto meglio delle altre due scimmie urlanti. Sento una vocina che dice “alternativa di sinistra” o qualcosa del genere. Ormai e’ una barzelletta ! Superata dai propri limiti intrinseci (se vogliamo anche dalla scarsa qualita’ e dalla incapacita’ di proporre innovazione) quella sinistra e’ finita miseramente. Ce ne sara’ un altra ? Speriamo ma ci vorra’ qualche nuova generazione, noi ormai siamo quelli seduti al bar …

  • roccosiffredi

    A differenza di te (e di Medici, presumo) non considero la levatura intellettuale di una persona a seconda di come vota. Ammiro Eco (più il saggista che il narratore, anche se il suo ultimo romanzo m’è piaciuto molto, quasi come il primo), ma non è che sia d’accordo con ogni cosa che scrive. Né posso dire che gente come Pirandello, Borges, Pound o Celine fossero dei fessi perchè di destra. Solo che non mi piace chi spaccia per “intellettuali” dei personaggi che hanno solo la caratteristica di scrivere a pagamento su dei giornali, pubblicare dei libri e di firmare qualche appello di “sinistra”. Penso di avere letto abbastanza e di avere un’età in cui chi sia degno di considerazione lo decido io, anche sbagliando, certo.
    Quanto poi alla differenza tra sx e dx (di cui si discute in altri interventi più sotto), non so se abbia ancora un senso. A chiacchiere un Vendola o un Berlusconi possono anche far finta di crederci. Il problema è che poi questa gente è solo interessata al malaffare. La priorità, in questo momento in Italia, è sbarazzarsi dei malviventi che infestano le istituzioni, riportando alla normalità un paese spolpato dal finto cdex e csx, nemici a chiacchiere e solidali nello sprtirsi quello che c’è da spartire. Poi si potrà ricominciare a discutere di priorità, solidarietà e tutto quello che vuoi. Ci sarebbe comunque da chiedersi come mai per vedere un’opposizione in parlamento si sia dovuto attendere l’entrata in campo dei cinque stelle. Dove stava la sedicente sx (anche più estrema) nei decenni precedenti? Te lo dico io: a fare patti con i partiti di governo. Ecco perché, tra l’altro, non sono d’accordo con questa glorificazione postuma di berlinguer e togliatti (!!).

  • Spartacus

    Può anche darsi che io debba farmi curare, ma te, caro Alex62, molto probabilmente non hai capito con chi hai a che fare (penso al tuo guru e al suo associato).
    Hai mai letto qualcosa su WebEgg, una società creata da Casaleggio?
    In un altro post, pubblicato più sù in questa stessa pagina, ho sottolineato la proposta di alleanza venuta da Marine Le Pen, segretaria del Front National. Una santa alleanza con i Leghisti, il Vlaams Blok, il PVV olandese e altri.
    Si è sbagliata anche lei?

  • O. Raspanti

    Ecco l’ennesimo grillo supponente che ovviamente non sa fare altro che denigrare i propri avversari.
    Ovviamente per i grilli noi siamo “residui”, rimasugli, scarti, magari sottouomini.
    Un lessico che si passa di ogni commento.
    Quello che te chiami arrampicarsi sugli specchi è la posizione degli esseri umani che camminano a testa alta.
    Una posizione che non deve esservi molto familiare.
    Al redde rationem, il ducetto ve la renderà ancora meno familiare, potete starne certi (ha già mostrato le zanne a più riprese per far capire chi comanda, anche se poi avvolge il tutto con la vaselina delle pseudoconsultazioni in rete).
    C’è chi s’arrimpica e chi striscia.
    A ciascuno il suo.

  • Max lo scettico

    Perché siamo invasi dai grilli? Ci detestano, odiano il manifesto, ma son sempre qui a dare lezioni e bacchettate (per ora solo quelle), ricordando com’è grande il loro magnifico leader e com’è formidabile il M5S (che ha difficoltà già a gestire una cittadina come Parma).
    Mi vien d’aggiungere: “e Franti sorrise”.

  • vedobuio

    Riccardo, il tuo ricordo dovrebbe andare ancora più indietro nel tempo e ricordare un certo Darvin e la teoria della evoluzione della specie umana. E certo evidente che la sinistra che tu (era la mia)dai per scomparsa non c’è più, perché altre generazioni si sono evolute e pensano che noi eravamo dei sognatori (vedi la teoria delle ideologie) come che il capitalismo e il liberismo non lo siano. Ma invece di fare i becchini perché non facciamo qualcosa (se ci crediamo) per cambiare questa società di cannibali che si mangiano a vicenda.

    Il giorno 22 maggio 2014 10:36, Disqus ha scritto:

  • Riccardo Strobbia

    Grillo come dici giustamente tu prende a pretesto qualsiasi argomento per raccattare consenso, eppure le posizioni dell’M5S su alcune questioni sono chiare.
    La questione dell’immigrazione clandestina è molto semplice: Grillo punta a una parte di scontenti di Lega e FI e sa benissimo che se quella questione diventa una bandiera dell’M5S, come rischiava di diventare, quei voti se li perde tutti. La tua analisi però mi sembra un bel po’ rozza: le istituzioni sono scatole riempite da gente in gran parte incompetente, in malafede e spesso disonesta (ne cito 2 a caso Mastrapasqua e Napolitano). Tutti sono cittadini comuni finché non ricoprono un ruolo istituzionale, il nostro problema più grande è che c’è un sistema parallelo, che non è quello istituzionale, ma che vive in modo parassitario all’interno delle istituzioni e che è fatto di persone e relazioni reali che non fanno gli interessi del paese ma il propri o quelli di qualcun’altro (te lo ricordi Monti? e Draghi?). Ora è evidente che la necessità di frantumare alla radice questo sistema di corruzione, di malaffare che è completamente autoreferenziale e che produce spechi immensi (TAV, Expo e quant’altro) è diventata impellente. Non credo al cardiochirurgo che si opera da solo al cuore. Hai qualche altra soluzione: il PD? Alfano? Berlusconi? Grillo può dire tutto e il contrario di tutto, quello che è cruciale è che ha portato per la prima volta dopo decenni un gruppo di persone oneste in parlamento. Si può non essere d’accordo con tutte le loro posizioni (la democrazia è questo), ma secondo me è di gran lunga preferibile che venga fatt qualcosa su cui non sono completamente d’accordo con un certo livello qualitativo e a un giusto prezzo (economico, sociale, politico), che la cosa su cui sono più d’accordo al mondo al prezzo triplo e solo come specchietto per le allodole per fottermi. E’ un fatto che dopo le vicende dell’elezione del capo dello stato e tutti i fatti emersi nell’ultimo anno il PD non sia più assolutamente un partito credibile. Sono dei Demoscristiani peggiori dei democrisistiani. Vendola si è rivelato un falsone senza pari (dopo la figura della telefonata dell’ILVA io mi sarei sotterrat al posto suo). Che il Manifesto faccia campagna per Alfano….hahahahah sei ridicolo.

  • Gianna

    Accostare un Vendola (che ritengo persona corretta) ad un Berlusconi mi sembra eccessivo. Il M5stelle (per il quale a suo tempo ho raccolto firme) non ha dato purtroppo finora gran prova di se’ in questa legislatura: sembra che i proclami pentastellati non corrispondano alla fine ad azioni incisive per migliorare questo povero paese. Non vedo una vera strategia. Forse c’e’ anche qui una strategia nascosta che alla fine avvantaggia alcuni avversari anziche’ il proprio elettorato? Ho questo dubbio.

  • roccosiffredi

    Che intendi per “azioni incisive”? Per essere più incisivi avrebbero dovuto stare al governo, ma la coalizione di dx e sx, sotto la regia del colle si è coalizzata formalmente (dopo esserlo stata sottobanco) per impedirlo. Finalmente però abbiamo conosciuto le porcate che questi delinquenti hanno combinato e continuano a combinare (non te le elenco). Senza contare alcuni risultati concreti tipo cacciare il nano e genovese.