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I paradossi di un anniversario

La celebrazione del D-day. Si dimentica che la guerra a Hitler non fu vinta a Dunquerke, ma a Stalingrado, e si coglie l’ennesima occasione per appuntare sul petto degli yankeees la medaglia dei salvatori: tutti i servizi giornalistici esordiscono o si concludono con «Le truppe alleate cominciarono il 6 giugno 1944 la liberazione dell’Europa dal nazismo». Finiscono nell’oblio i 20-22 milioni di russi morti in guerra

Lo sbarco in Normandia

Lo sbarco in Normandia

E siamo di nuovo alla ricorrenza del “giorno più lungo”, il 6 giugno 1944. Fanfare, cornamuse, cerimonie civili e religiose, finti sbarchi sulle coste francesi, finti lanci di paracadutisti, foto ricordo dei veterani, le trombe che suonano le note del silenzio nei cimiteri di guerra, rinnovata produzione di cartoline ricordo, e tutto il resto. Con il “valore aggiunto” di un paradossale incontro del G8 divenuto G7, per l’esclusione della Federazione Russa. Il convitato di pietra Vladimir Putin, si aggirava ospite sgradito, ma inevitabile. Gli affari con la Russia non possono fermarsi, anche se Obama lo pretenderebbe. Del resto se ai...

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