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Cultura

I musei si reinventano «a chilometro zero»

Patrimonio. Dopo un buio di tre mesi, riaprono i luoghi della cultura nelle regioni gialle. Un tour fra mostre e collezioni

Giorgio De Chirico, «Mobili nella valle», 1968,  Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Roma

Giorgio De Chirico, «Mobili nella valle», 1968, Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Roma

L’apertura dei musei (solo giorni feriali) dopo quasi tre mesi di buio totale - notte senza luna che continua per teatri, sale concerti e cinema - ha rappresentato per molti una boccata d’ossigeno e un segnale di speranza: un’uscita dal tunnel del «mondo malato», forse più della riapparizione dei ristoranti nell’orizzonte del tempo libero. La direttrice dei musei Vaticani Barbara Jatta, nel riaccogliere i visitatori fra le meravigliose collezioni pontificie dopo l’astinenza dettata dai Dpcm, ha affermato che «è stato un periodo duro, la più lunga chiusura nella storia dei musei Vaticani dalla seconda guerra mondiale. Ora è un giorno...

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