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Visioni

I miei anni al Bolshoi, prima degli intrighi

Intervista. Anna Maria Prina, ex direttrice della scuola di ballo della Scala

Natalia Osipova - Claudio Coviello. Foto Brescia e Amisano, gentile concessione Teatro alla Scala

Natalia Osipova - Claudio Coviello. Foto Brescia e Amisano, gentile concessione Teatro alla Scala

Nel 1895 la stella era lei: Pierina Legnani, un’italiana che furoreggiava all’epoca dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo. Il balletto era un titolo destinato a diventare un hit eterno: Il lago dei cigni, musica piena di lacrime e bellezza di Ciaikovskij, coreografia del padre dei maître, Marius Petipa. Pierina, con la sua duplice interpretazione del doppio ruolo del cigno, il bianco e il nero, aveva trionfato svettando in quei grintosi 32 fouettés che diverranno il marchio di fabbrica del balletto. Le italiane sulle punte piacevano da decenni: con le scarpette di Maria Taglioni, in Russia si ideò il piatto forte...

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