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Alias Domenica

I meccanismi della patologia identitaria

Saggi sul nostro presente. Dalla sacralità delle radici all’odio per i migranti, dal tatuaggio al tortellino di pollo, una ricognizione militante dell’«ideologia» dell’identità. Storie, figure e fatti analizzati con gli attrezzi dell’antropologia e della filologia: Hai sbagliato foresta, per il Mulino

John Gutmann, Sailor Girl Tattoo, 1945

John Gutmann, Sailor Girl Tattoo, 1945

Mito atavico di perenne attualità, la foresta era per Elias Canetti intimamente associata alla violenza, all’esercito in marcia, che avanza e distrugge ciò che si oppone al suo incedere. La foresta come forza sovrumana che fagocita il singolo e lo annulla. La foresta come dissoluzione dell’individuo nella massa e insieme come protezione dall’esposizione solitaria e fragile alla violenza del nemico. L’immagine della foresta sovrasta anche l’acuta disamina della fissazione identitaria a cui Maurizio Bettini dedica un libro sapientemente militante (Hai sbagliato foresta, il Mulino «Intersezioni», pp. 168, e 14,00). L’autore la preleva da un verso di Caproni: «Non chieder più....

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