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Internazionale

I massacri in Tigray oggi sul tavolo delle Nazioni unite

Etiopia. Sul premier etiope Abiy Ahmed la pressione del Dipartimento di Stato Usa e del Consiglio di Sicurezza: la situazione umanitaria è disastrosa ed emergono nuovi rapporti su stragi commesse nella regione lo scorso novembre. Unica buona notizia: la liberazione dei reporter arrestati con l'accusa di sostegno al Tplf

Il primo ministro etiope Abiy Ahmed

Il primo ministro etiope Abiy Ahmed

Le guerre, diceva Machiavelli, cominciano dove si decide, ma non finiscono dove si vorrebbe e quella in corso nel Tigray non sembra far eccezione. Oggi si riunirà il Consiglio di Sicurezza per discutere della situazione umanitaria nel Tigray. Machiavelli diceva che non è possibile pensare la guerra separatamente dalla politica e dopo quattro mesi la politica ha un solo compito: neutralizzare il conflitto. La guerra derubricata dal governo etiope a operazione di ripristino della legalità è iniziata il 4 novembre e si sarebbe conclusa in base a una dichiarazione del premier Abiy Ahmed il 28 novembre 2020: «Abbiamo completato e...

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