closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Editoriale

I limiti di un buon inizio

Da oggi, con il manifesto, trovate in edicola il nostro supplemento, «C’è vita a sinistra», con le opinioni dei tanti che hanno scritto per il giornale negli ultimi mesi, con le voci di lettrici e lettori che hanno voluto esprimersi su come e perché riorganizzare il nostro campo politico.

Molte delle cose scritte sono riecheggiate sabato scorso nell’assemblea di «Sinistra italiana» a Roma, un incontro voluto e organizzato dai parlamentari di Sel insieme ai fuoriusciti del Pd.

Più che un filo rosso unisce questi due momenti, è la volontà di costruire un punto di riferimento che rappresenti quel mondo – ampio, vario, sociale, politico – che crede in un’alternativa di sinistra.

E Renzi sbaglia di grosso se pensa che non ci sia spazio al di fuori del Pd. Forse ancora non si è in grado di riempirlo, forse a livello elettorale non si potranno avere risultati «maggioritari».

Ma in quest’area ci sono milioni di donne, uomini, giovani e anziani che non trovano rappresentanza (e ormai non vanno neppure a votare), che non si sentono protagonisti, che non partecipano, che hanno vissuto infinite sconfitte e visto svanire tante speranze.

È proprio a loro che vogliamo riferirci.

Bisognerà essere inclusivi, aperti a chi, come i giovani ma non solo, non si riconosce nelle vecchie liturgie, quelle stesse che in parte abbiamo visto replicarsi nell’assemblea romana che aveva limiti anagrafici e di linguaggio.

Noi continueremo a dare un contributo per superarli. Come già facciamo oggi con il nostro supplemento.

Buona lettura.