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Internazionale

I genitori di Paciolla: «Chi sa e lavorava con lui parli, nostro figlio lo avrebbe fatto»

Intervista. 8 mesi fa la morte violenta di Mario mentre prestava servizio in una missione Onu, Anna Motta e Pino Paciolla, che hanno trasformato un caso sbrigativamente classificato come suicidio nella denuncia internazionale delle troppe omertà, raccontano la loro ricerca della verità. «Aveva appena preso un biglietto per l'Italia. Era preoccupato, voleva scappare... Forse ha visto cose non in linea con la sua integrità morale e questo crediamo gli sia stato fatale»

Lo striscione sulla facciata del Comune di Napoli per chiedere giustizia per Mario Paciolla

Lo striscione sulla facciata del Comune di Napoli per chiedere giustizia per Mario Paciolla

Anna Motta e Pino Paciolla sono i genitori di Mario Paciolla, il lavoratore della Missione di verifica delle Nazioni unite morto in Colombia il 15 luglio scorso. Grazie alla loro tenacia il caso, che è stato sbrigativamente classificato come suicidio, è diventato una denuncia internazionale che chiama in causa le responsabilità delle Nazioni unite e chiede di fare chiarezza sulle dinamiche della morte violenta di Mario. Abbiamo chiesto ad Anna e a Pino di raccontarci questi otto mesi di silenzi e la loro ricerca di verità e giustizia. A che punto sono le indagini giudiziarie in corso da entrambi i...

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