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Alias Domenica

I cavallini di Puteaux e il demone della sintesi: Duchamp-Villon

"Raymond Duchamp-Villon. Catalogue raisonné de l’œuvre sculpté et inventaire de l’œuvre graphique", coordinato da Patrick Jullien con la collaborazione di Assia Quesnel, Skira Paris. Un avvenimento per il cultore di arte moderna il volume sul secondogenito dei fratelli Duchamp, il grande scultore cubista morto anzitempo, per gli effetti della Prima guerra. "Evento figurativo primario" (Werner Hofmann), la sua scultura si pone sotto il segno dell’architettura

Raymond Duchamp-Villon,

Raymond Duchamp-Villon, "Grand Cheval", 1914-’31, bronzo, Londra, Tate Modern

[caption id="attachment_487664" align="alignnone" width="1024"] Raymond Duchamp-Villon "dopo" il 1912, Rouen, Musée des Beaux-Arts, Service documentation[/caption]   [caption id="attachment_487665" align="alignnone" width="1024"] Raymond Duchamp-Villon, "Baudelaire", 1911: gesso (a sin.), Rouen, Musée des Beaux-Arts; bronzo (a destra), Parigi, Centre Pompidou[/caption]   Nel giugno 2019 comparve in un’asta parigina il Baudelaire di Raymond Duchamp-Villon, una delle versioni in terracotta: stupiva la modica base di partenza. Perché? La testa era risorta dopo un restauro, ma ottimamente eseguito!, che ne aveva reintegrato i molti frammenti di un’accidentale caduta. Cercai di convincere un amico né ricco né povero a partecipare, blandendolo non tanto con la concentrata possanza...

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