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Editoriale

I 20 articoli più letti sul sito del manifesto nel 2015

I Black bloc, Tsipras e Varoufakis, il razzismo, la riforma della scuola, il Colosseo che cade a pezzi e la sofferenza del mondo del lavoro. Ma anche Sorrentino e Clint Eastwood. Ecco la “classifica” degli articoli più letti sul sito del manifesto in questo inizio d’anno, dal 1 gennaio al 31 maggio 2015. Se non l’avete già fatto, buttategli un occhio. Lo meritano.

(Qui ci sono i pezzi più letti nel 2014)

1. Milano, i riot che asfaltano il movimento 

MayDay 2015. Trentamila persone in corteo e la città a ferro e fuoco. Il blocco nero prende la piazza, la polizia reagisce con intelligenza ed evita il contatto. Per i No Expo l’esposizione universale è cominciata nel peggiore dei modi. L’articolo/commento di Luca Fazio sulla manifestazione No Expo e le azioni dei black bloc di Milano (pubblicato sul sito nella notte del 1 maggio) ha fatto in poche ore il giro della rete. Ed è il più letto di questo inizio 2015. (ITALIA)

2. Il restauro che uccide il Colosseo

Beni culturali. Intervista di Arianna Di Genova a Manuela Micangeli, presidente del consorzio Arké. La cura dell’Anfiteatro Flavio, affidata a imprese generali di edilizia, promette male. Macchie, livelli disomogenei di pulitura, patina dell’invecchiamento e palinsesto a rischio di sparizione. (CULTURA)

3. Pomigliano, nella fabbrica modello si muore sulle linee 

Fca. Adriana Pollice racconta la storia di Luigi, l’operaio deceduto dopo aver lavorato per due notti consecutive. Morì per un infarto alla fine del turno. Il secondo decesso in un anno. Nella fabbrica Fca si sciopera contro lo straordinario: «Serve un terzo turno, in questo modo lavoreremo tutti». (LAVORO)

4. Europa e Islam, chi è Charlie veramente?

Tra innocenza e ipocrisia. Il problema dei valori e dell’identità rischia di nasconderne altri, più autentici, come i rapporti geopolitici e le ipocrisie dell’Occidente e del mondo arabo. Non a caso i sauditi frustano un blogger e tutti tacciono. Il commento di Donatella Della Ratta dopo le stragi di Parigi ha fatto discutere moltissimo in rete.  (EDITORIALE)

5. La felicità non abita qui

Società. La controcopertina firmata da Sandro Medici sull’apertura a Roma il centro commerciale «Happio», (improbabile via di mezzo tra «happy» e Appio). A farne le spese stavolta è un gioiello di archeologia ferroviaria nella città storica. E i servizi sociali. (L’ULTIMA)

6. Call center, il Jobs Act licenzia 7mila operatori

L’allarme. Antonio Sciotto racconta gli ultimi sviluppi su Almaviva. Sono gli attuali dipendenti che verranno rimpiazzati da nuovi meno costosi, assunti con gli incentivi. Grazie al cambio di commesse negli appalti. Ben 4 mila rischiano in Almaviva, altri 1590 in Infocontact. Ma sono interessati anche i servizi di Marino e Pisapia. La mobilitazione della Cgil. (LAVORO)

7. Mi riprendo il manifesto

La pagina della campagna per il riacquisto della testata resta nella “top ten” del 2015.

8. Fiat minaccia chi si ammala: «Rischiate il licenziamento» 

Jobs act. Il racconto di Massimo Franchi sugli operai pedianti alla Sevel di Atessa. (LAVORO)

9. Scandaloso Clint, una fiamma che non si spegne mai

Cinema. La complessa etica del regista e le accuse della critica al film American Sniper raccolte da Giona A. Nazzaro. (VISIONI)

10. Genova 2001, le carriere folgoranti dei poliziotti “della Diaz”

G8 2001. Dopo la condanna dell’Italia da parte della Corte dei Diritti dell’Uomo del Consiglio d’Europa Simone Pieranni ha ricapitolato alcune delle innumerevoli (indecenti) promozioni degli alti funzionari coinvolti nel massacro notturno alla scuola genovese.  (ITALIA)

11. La guerra di Re Matteo

Questo editoriale firmato da Giulio Marcon criticava un aspetto meno noto delle riforme costituzionali renziane: il nuovo articolo 78 della Carta, che regola la procedura di dichiarazione dello stato di guerra. (EDITORIALE)

12. Ichino ammette: il Jobs act è per licenziare

Riforma del Lavoro. Renzi l’ha cambiato ascoltando il senatore giuslavorista. Che però sbugiarda il governo sul nuovo contratto, spiega Massimo Franchi. Il premier la dà «per fatta». Ma entrerà in vigore in estate e sul taglio dei contratti precari tutto tace. (LAVORO)

13. Giorgio Israel: «L’errore di Renzi sulla scuola: non ha capito la trasversalità dell’opposizione»

In questa intervista di Roberto Ciccarelli, lo storico della scienza e matematico critica lo storytelling messo a punto dal governo sul Ddl scuola. «Il preside-manager viene istituito per una ragione di controllo politico-ideologico e per creare un ceto di dirigenti che faccia da cinghia di trasmissione con i precetti del Miur». «La scuola forma persone libere, non individui confezionati da un’ideologia tecnocratica». (SCUOLA)

14. Buona Scuola, nasce il preside manager, chiamata diretta dei docenti 

“Buona Scuola”. Il governo approva il Ddl. L’articolo di Roberto Ciccarelli descrive il testo approvato in consiglio dei ministri. Marcia indietro sugli scatti di merito. Assunti 107 mila precari dalle Gae, esclusi 23 mila della scuola primaria e idonei 2012. Confermati i fondi alle paritarie fino alla terza media. Tempi stretti per l’approvazione in Parlamento. (SCUOLA)

15. Dalle parole ai fatti, la finale di Coppa Italia non si gioca

Calcio femminile. L’intervista di Samir Hassan alla “capitana della nazionale” di calzio Patrizia Panico. Le giocatrici protestano contro contro Belloli (Presidente della Lega Dilettanti) per l’uscita sulle «quattro lesbiche». Panico: «Le dimissioni non bastano». (ITALIA)

16. I fantasmi della giovinezza non sanno sedurre 

Cannes 68. Filosofia e vite sospese in «Youth» di Paolo Sorrentino. Secondo Cristina Piccino, come il precedente, il film condivide la visione di un mondo riflesso negli occhi maschili del protagonista. Una recensione che ha fatto discutere. (VISIONI)

17. «Liberté, égalité, fraternité» e il loro doppio

Je suis Charlie. L’intollerabile integralismo delle furie islamiste e dei paladini dell’Occidente. A ciascuno i suoi fanatici da debellare. L’editoriale di Marco Bascetta dopo le stragi di Parigi: la nostra idea di civiltà esclude lo scontro di civiltà. (EDITORIALE)

18. «Scimmia, torna nella foresta». E tutti zitti… 

Degrado capitale. Come l’infiltrazione nera e mafiosa condiziona le relazioni quotidiane. Scene di ordinario razzismo a via Sannio a Roma raccolte da Annamaria Rivera. (ITALIA)

19. Varoufakis, un marxista alle Finanze di Atene 

Grecia. Il ritratto firmato Thomas Fazi dell’eclettico accademico che ha l’opportunità di cambiare l’Europa. (EUROPA)

20. La scelta coraggiosa del giovane Alexis

Forza Syriza. Tsipras ha fatto davvero la cosa giusta. Perché le decisioni greche riguardano tutti noi, scrive Luciana Castellina dopo il giuramento di Tsipras come nuovo capo del governo greco (EDITORIALE)