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Internazionale

I 100 giorni di Maher, il digiuno più lungo. L’Onu a Israele: liberalo

Palestina/Israele. Sempre più gravi le condizioni del prigioniero politico palestinese in sciopero della fame contro la detenzione amministrativa, senza accuse formali né processo. Anche la Ue chiede il rilascio

Protesta in solidarietà con il prigioniero palestinese Maher al-Akhras, fuori dal carcere di Ramla

Protesta in solidarietà con il prigioniero palestinese Maher al-Akhras, fuori dal carcere di Ramla

«A causa della carenza di sali e fluidi nel suo corpo, Maher ha crisi frequenti, mal di testa acuti, vista e udito deboli, oltre a un forte dolore in tutte le parti del corpo, in particolare al petto». Così lunedì Addameer, storica ong palestinese per la tutela dei prigionieri politici, descriveva le condizioni fisiche di Maher al-Akhras. Detenuto in un carcere israeliano dal 27 luglio scorso, Maher non tocca cibo da allora. Ieri sono trascorsi 100 giorni dall’inizio dello sciopero della fame del 49enne, sei volte padre, allevatore di Silat al Daher (vicino Jenin), ricoverato da settimane nel centro medico...

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