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Visioni

Greta Van Fleet, l’invasione delle ultracover

Note sparse. Si discute sull'artificiale risurrezione rock della band, che torna con un nuovo disco: «The Battle At The Garden’s Gate»

Greta Van Fleet

Greta Van Fleet

La storia si ripete due volte: la prima come Led Zeppelin, la seconda come Greta Van Fleet. Oltre il sarcasmo delle parafrasi c’è però un discorso ben più articolato sul concetto di autenticità e sull’artificiale resurrezione del rock. Dopo l’ascolto degli ultimi singoli dei fratelli Kiszka la critica si era affrettata a indicare le nuove cuciture del Frankenstein di Frankenmuth, Michigan: ecco brandelli dei Rush e dei Cream, ecco le fattezze di Bowie, Queen, Elton John (esibite nel video di Heat Above). Ancora manierismo, insomma, ma con una paletta più ricca. Poi esce Broken Bells: fermi tutti, ritorna il gene...

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