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Politica

Grasso affonda l’ostacolo Calderoli

Riforme. Il presidente del senato abbatte oltre 70 milioni di emendamenti leghisti: «Numero abnorme, irricevibile». Decisione obbligata, ma precedente pericoloso. Ancora nessuna decisione sull’articolo 2. Non è ancora escluso che si riapra la questione dell’elezione diretta del senato. Il governo non gradisce, perché ha altre trattative in corso

Il presidente del senato Pietro Grasso

Il presidente del senato Pietro Grasso

Il macigno dei settanta e passa milioni di emendamenti andava in qualche modo superato. Altrimenti l’ultimo voto del senato sul disegno di legge di revisione costituzionale sarebbe slittato di circa duecento anni. Renzi ha chiesto è ottenuto che arrivi invece entro il 13 ottobre, prossimo. Il Pd aveva suggerito al presidente del senato una via d’uscita: respingere tutti gli emendamenti senza la firma autografa del proponente. Il leghista Calderoli, che agli uffici ha depositato un pacco di dvd riempiti con il copia incolla. Pietro Grasso non ha accolto questo criterio, anche perché la firma digitale in parlamento è ammessa. Per...

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