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Governo padrone dell’editoria, tra buchi e gaffe

Ri-Mediamo. Il "regolamento Lotti" sui contributi al pluralismo è arrivato alle camere per il parere. Molte ombre e poche certezze nel decreto delegato dopo la riforma di ottobre

Le leggi dell’era attuale sono poco più di un trailer di un film o di una fiction. Non sfugge a simile senescenza della democrazia parlamentare la riforma dell’editoria varata lo scorso 26 ottobre (Legge198/2016), cui stanno facendo seguito i testi delle deleghe. Non pervenuto per il momento quello delicatissimo inerente alla rete di vendita, questione assai seria su cui si tornerà più avanti, è invece in questi giorni sottoposto al parere delle Camere lo schema di decreto «recante ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici (407)». Abolita la Commissione tecnica per l’editoria, il governo...

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