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L'Ultima

Gorizia, nel 1946 un Giro poco sportivo

Storie . Quando il 30 giugno 1946 la carovana del Giro entra nella zona amministrata dagli anglo-americani, il percorso diventa difficile, arrivano pietre, la strada è interrotta. Vicinissimo a Monfalcone, a pochi chilometri da Trieste, blocchi di cemento, bidoni di catrame, filo spinato sulla carreggiata, tanta gente e una pioggia di volantini, sassi, puntine e chiodi

L'arrivo di Cottur

L'arrivo di Cottur

Dopo cinque anni, il Giro d’Italia riparte. È il 1946 e le biciclette sfilano tra rovine e cantieri, strade sterrate e ponti di barche oltre i fiumi: si prova a ricominciare dopo tanti spaventosi anni di guerra. La dodicesima tappa prevede un percorso pianeggiante, senza difficoltà particolari, da Rovigo a Trieste. Ed è qui che il Giro non è più solo sport. In Venezia Giulia le tensioni sono ancora forti, la guerra è finita ma la faglia che divide contrapposti nazionalismi e idologie sembra continuare ad allargarsi e ogni occasione è buona per alimentare lo scontro. A Trieste e in tutto...

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