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Internazionale

Golpe, rivolta e caos istituzionale. Il Perù ricambia presidente

Crisi a Lima. Dopo la rimozione di Vizcarra, le proteste represse nel sangue e il forfait di Merino, un Congresso delegittimato elegge Sagasti per portare il Paese al voto dell'11 aprile. E così si torna al punto di partenza

La protesta di fronte al Palazzo del Congresso di Lima blindato dalle forze di sicurezza

La protesta di fronte al Palazzo del Congresso di Lima blindato dalle forze di sicurezza

È Francisco Sagasti, portavoce del Partido Morado di centro-destra, l'unica forza politica ad aver votato contro la destituzione di Vizcarra, il quarto presidente del Perù in appena due anni, chiamato a traghettare il paese verso le elezioni dell'11 aprile. A votarlo è stato un congresso totalmente delegittimato, in mezzo all'ennesima crisi politica, iniziata con l'illegale rimozione di Martín Vizcarra - descritta da più parti come un colpo di stato parlamentare, ormai largamente sperimentato in America latina - e proseguita con la rinuncia dell'appena insediato Manuel Merino, il cui sogno presidenziale, perseguito negli ultimi due mesi con tanta ostinazione, è durato...

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