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Cultura

Gli sguardi molteplici restituiti dal ghetto

Geografie dell'anima. «Il cortile del mondo» a cura di Shaul Bassi, edito da Giuntina. Scrittori e scrittrici di tutto il mondo raccontano le loro storie a partire dal quartiere ebraico di Venezia. Una raccolta che spazia tra autori ebrei, legati alle esperienze diasporiche, e di altre culture e religioni con un’esperienza collettiva alimentata da diverse «enclave» reali o metaforiche. Tra gli autori presenti, Daniel Mendelsohn, Amitav Ghosh, Ronit Matalon, Rita Dove, Meena Alexander, Igiaba Scego, Doron Rabinovici, David Albahari

Il ghetto di Venezia nel 1516

Il ghetto di Venezia nel 1516

L’italiano ha esportato parole in tutto il mondo e ghetto è una di queste. L’etimologia deriva da geto, il sito di un’antica fonderia veneziana ma la raccolta Il cortile del mondo - Nuove storie dal ghetto di Venezia (Giuntina, pp. 287, euro 18) propone fin dal titolo un ribaltamento di prospettiva e usa la parola «hasér - scrive il curatore Shaul Bassi - pronuncia veneziana dell’ebraico chatzèr, cortile, soprattutto luogo di incontri, di pettegolezzi, ove tutti si conoscono e dove ognuno sa tutto di tutti». Il luogo però non è esattamente ameno. Infatti, spiega ancora Bassi, il ghetto di Venezia...

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