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Internazionale

Gli indesiderabili del Brasile: il dissenso si auto-esilia

America latina. Attivisti, deputati, ricercatori e accademici nel mirino. Le storie di Larissa Mies Bombardi, Jean Wyllys, Anderson França, Debora Diniz, Marcia Tiburi, costretti a fuggire per continuare a difendere l’ambiente, le donne e i poveri

La scrittrice e filosofa brasiliana Marcia Tiburi

La scrittrice e filosofa brasiliana Marcia Tiburi

In Brasile gli «indesiderabili» sono sottoposti a una sistematica opera di delegittimazione e persecuzione da parte di gruppi dell’estrema destra, ma anche di settori istituzionali. In alcuni casi difensori dei diritti umani, intellettuali, ricercatori, ambientalisti devono lasciare il paese per sfuggire alle aggressioni e alle minacce di morte, rivolgendo allo Stato brasiliano l’accusa di non mettere in atto le necessarie misure di protezione. Pochi giorni fa è stata Larissa Mies Bombardi, ricercatrice di geografia umana all’Università di San Paolo, a lasciare il Brasile. È stata presa di mira dai settori legati all’agrobusiness per le sue ricerche sugli agrotossici e gli...

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