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Gitta Sereny, Franz Stangl e la rivelazione della colpa

L’opinione pubblica di fronte alla Shoah. Se meno di un decennio prima Hannah Arendt aveva raccontato nel diario delle udienze di Eichmann a Gerusalemme i meccanismi organizzativi della Soluzione finale e il profilo dei suoi responsabili, con la pubblicazione nel 1974 di «In quelle tenebre», Sereny dava un volto ed un nome a quell’orrore, ne faceva in qualche modo raccontare le tappe ad uno dei suoi tragici protagonisti

Franz Stangl, già comandante dei campi nazisti di Sobibor e Treblinka

Franz Stangl, già comandante dei campi nazisti di Sobibor e Treblinka

Quando, nel 1971, Gitta Sereny inizia a pubblicare a puntate sul Daily Telegraph Magazine in Gran Bretagna il risultato dei colloqui che ha avuto nel carcere di Dusseldorf con Franz Stangl, già comandante dei campi nazisti di Sobibor e Treblinka - la serie di interviste che saranno poi alla base del volume In quelle tenebre, pubblicato nel 1974 a Londra e nel nostro Paese l’anno successivo da Adelphi -, l’orrore della Shoah è ovviamente noto all’opinione pubblica internazionale, anche se la memoria di quanto accaduto è spesso confusa, generica, fatica a dare un volto alle vittime come ai carnefici. DOPO...

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