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Economia

Giovani, e non solo, precari prima e dopo il Covid, senza reddito né tutele

Welfare all'italiana. Il ritratto Cng-Eures di960 persone tra i 18 e i 35 anni dopo 15 mesi di pandemia. Nel precariato di massa il 50% dei giovani vive con i genitori. E le misure del governo non li sosterranno. Oggi non li chiamano più «bamboccioni», cambia la retorica ma le politiche restano le stesse, fondate sul familismo dello Stato sociale e non sul diritto all'esistenza di ciascuno, indipendentemente dal lavoro

A giorni alterni qualcuno si ricorda che in Italia esistono i giovani e anche quelli che giovani non lo sono più sebbene siano ugualmente precari. Nella crisi precedente iniziata nel 2007 tra i ministri c’era l’abitudine di disprezzarli. Li chiamavano «bamboccioni». Pensavano così di spronarli ad accettare qualsiasi lavoro, anche gratuito, per dimostrare la loro moralità di cittadini. Ancora oggi si ricordano le polemiche furiose contro la spocchia paternalista dei vari Padoa-Schioppa, Fornero o Poletti. UNA DECINA D'ANNI DOPO, con la nuova crisi sociale innescata dal Covid, l’approccio è cambiato. Con Draghi alla presidenza del consiglio si è passati a...

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