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Politica

Giornalisti, basta carcere ma ancora querele

Libertà di stampa. La Corte costituzionale accoglie l’impostazione della Corte europea. (Quasi) cancellata la detenzione in caso di diffamazione aggravata che restava nell'ordinamento da oltre 70 anni. I giudici delle leggi costretti a intervenire per l'inerzia del parlamento. Che resta tale anche per il problema delle querele temerarie

L'aula delle udienze della Corte costituzionale

L'aula delle udienze della Corte costituzionale

L’articolo della legge italiana che ancora prevede il carcere come pena per la diffamazione aggravata a mezzo stampa è incostituzionale. È un articolo - il 13 della legge sulla stampa del 1948 - che aveva oltre settant’anni, ieri la Corte costituzionale lo ha cancellato. L’ha fatto sulla spinta di una serie di sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo che hanno condannato il nostro paese per questa arcaica previsione, da Strasburgo giudicata niente di meno che una lesione della libertà di espressione. La Corte costituzionale ha deciso ieri (presidente Coraggio, relatore Viganò), ma in realtà aveva già deciso il 9...

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