closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Visioni

Geometrie ambigue

Cinema. Intervista al regista Bruno Oliviero, al suo esordio nel lungometraggio con "La variabile umana", da oggi in sala

Silvio Orlando in

Silvio Orlando in "La variabile umana" di Bruno Oliviero

Un ispettore di polizia che non vuole più occuparsi del mondo, una ragazzina che disperatamente cerca di avere un po’ di attenzione. La solittudine ghiacciata di case vuote e ricordi che si vogliono soffocare. I sentimenti impazziti che disegnano una geometria ignota della metropoli, una Milano «nera», sfuggente, di cui la luce (modulata magnificamente da Renaud Personnaz) proietta il battito del nostro tempo. É «la variabile umana», qualcosa che è fuori controllo, che esplode all’improvviso, fa male, devasta. E impone scelte, o almeno una diversa attenzione. Essere padri e essere figli, usare il corpo di ragazzina per soldi, per noia,...

Per continuare a leggere,
crea un account gratuito

Registrati

Hai già un account? Accedi