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Editoriale

Genovese in carcere. La camera è un’arena

Brutta scena ieri dentro Montecitorio, con i deputati grillini che esultano per l’arresto del Pd Genovese facendo il gesto delle manette. Brutta scena anche fuori, con Beppe Grillo nella parte del cane segugio che si fa riprendere mentre cerca le tracce del deputato: «Non deve scappare». E la camera autorizza l’arresto a furor di blog, trattasi di carcere preventivo. Per i grillini è «una vittoria», per i democratici un sollievo. Nel parlamento arena al Pd si chiede il fratricidio. Più utile sarebbe stata qualche parola autocritica sulla figura di Genovese.

Raccontato a tinte fosche dalle quattrocento pagine del gip di Messina che sono a disposizione dei deputati, Genovese è stato scelto dal Pd prima come sindaco di Messina, poi come segretario del partito in Sicilia e due volte come deputato. Condannando lui, i democratici si autoassolvono. Renzi l’ha ordinato per sfuggire dalla propaganda grillina, veloce a fiutare la tentazione dei democratici di rimandare il voto a dopo le elezioni europee. Veloce e spregiudicata, al punto da rinunciare all’ostruzionismo sul decreto Poletti in cambio dell’esibizione rapida delle manette.

Vista la voglia dei 5 stelle di provocare l’incidente, nel Pd si è diffusa la paura della trappola. Che cioè, grazie al voto segreto, qualche franco tiratore grillino (anche se con gli smartphone in aula è sempre più difficile) potesse far ricadere sui democratici l’eventuale salvataggio di Genovese. Un sospetto che, visto com’è andata a finire, non era neanche tanto assurdo, dal momento che tra gli infervorati grillini si sono contati trenta assenti. Per accogliere la richiesta di arresto si poteva fare affidamento su tutte le loro urla, ma non sui loro voti.

Lo scrutinio è stato allora palese. Al contrario di quello che prevede il regolamento della camera quando si vota sul destino di una persona. Una regola di civiltà alla quale si è deciso di derogare. Ma siccome il regolamento prevede anche che venti deputati possano comunque chiedere il voto segreto, tutti i gruppi si sono dovuti impegnare, guardandosi negli occhi, a tenere a freno i propri componenti. Un altro strappo che vale la pena segnalare, frutto anche questo del clima da elezioni. È vero che in passato i parlamentari hanno troppo spesso abusato sia del voto segreto che della garanzia dell’autorizzazione a procedere (che infatti hanno perso, conservandola solo per l’arresto). Ma tra il voto palese e il voto segreto e fuori di dubbio quale dei due lasci più spazio alla libertà di opinione. Come si può presentare la rinuncia a questa libertà – velocemente, perché fuori Grillo ruggisce – come una scelta di dignità del parlamento? Sembra piuttosto il contrario.

Anche perché nella caos della propaganda si è completamente perso di vista il senso del voto di ieri. Che non era quello di giudicare la vicenda penale di Genovese – malgrado non pochi dei 5 stelle abbiano già emesso la loro sentenza di colpevolezza – ma quello di valutare se la richiesta di arresto poteva nascondere o meno una volontà persecutoria da parte della magistratura. Chi ha presente la condizione delle carceri italiane – non la maggioranza dei deputati, evidentemente – non può non verificare con scrupolo l’esigenza della custodia cautelare, in questo caso in carcere. Il giudice di Messina ha chiesto l’arresto perché teme che Genovese possa altrimenti reiterare i reati di riciclaggio, peculato e truffa dei quali è sospettato nell’ambito di una poderosa sottrazione di risorse pubbliche destinate alla formazione professionale. Nella dichiarazione di voto di Sel si è sentito un ragionamento convincente su quanto il rischio concreto della reiterazione del reato sia ormai passato, essendo riferibile soprattutto all’anno scorso, quando l’inchiesta divenne pubblica e la moglie di Genovese, assieme ad altri indagati, fu arrestata (nel frattempo è stata scarcerata). Poi però Sel ha votato, in modo palese, in favore dell’arresto, essendo troppo forte la canea grillina. E in effetti per due giorni i 5 stelle hanno accusato la sinistra di fare da stampella al Pd, solo perché insisteva nell’ostruzionismo contro il decreto Poletti.

Allo stesso modo, la responsabile giustizia del Pd ha poco da dire a Grillo di asciugarsi la bava dalla bocca, se poi il suo partito non riesce a contrastare un solo argomento dei grillini per la paura di risultare impopolare. Certo, la corrente populista e indignata è assai forte, e il parlamento non fa che alimentarla rinunciando a qualsiasi indipendenza di pensiero. E invece prima o poi dovrebbe trovare il coraggio di nuotargli contro.

  • O. Raspanti

    Allo squallore di personaggi come Genovese corrisponde quello dei grilli che pensano di risolvere i problemi politici ed economici del paese col codice penale.
    È chiaro che la questione morale dev’essere al centro dell’azione e della riflessione politica di qualsiasi forza politica alternativa.
    Ma le manette e i cappi non hanno niente a che vedere con la questione morale e rimangono l’espressione tipica di ideologie fascistizzanti che fanno precedere la sentenza al processo.
    La cosa prende connotazioni grottesche se si pensa che 30 deputati grillini non erano presenti alla votazione.
    Mentre il guitto fa il numero del cane segugio davanti al Parlamento.
    Anche questi sono fattori di degrado della democrazia italiana e d’imbarbarimento della società.

  • True3dom

    Il colpevole di tutto quello che è accaduto è solo uno, il PD. La questione morale è argomento assai vecchio,non saprei se farlo risalire a tangentopoli o alla nascita del M5S (uno degli argomenti portati ed ignorati dai politici era proprio la candidatura “candida”).Eppure l’anno scorso,malgrado le denunce di Franca Rame e dello stesso Grillo, Genovese è stato candidato,in virtù dei 20.000 voti portati (che voti?).Addirittura i garanti del PD diedero il loro avvallo. E loro,ieri, dov’erano?
    La richiesta per l’autorizzazione è arrivata 2 mesi fa, il 19 marzo. Il PD ha preferito aspettare e aspettare… perché? Per arrivare a poco prima delle elezioni e poi lamentarsene? O per arrivare dopo e magari beneficiare di quei voti?
    E anche in questi giorni, la calendarizzazione poteva essere fatta in ordine diverso, dando importanza a questa votazione considerando che la questione morale resta aperta a livello internazionale con la vicenda EXPO.Se si voleva dare un segno poteva essere questo.Per non parlare poi di Matacena, o di Dell’Utri… Considerando la “pena” dei 7 giorni al quale è stato condannato il frodatore fiscale multi-milionario, è chiaro che il popolo tutto chiedesse un minimo di giustizia almeno in quell’aula. E ora Genovese farà il suo corso e il parlamento pure.
    Le polemiche con il M5S erano poi solo strumentali: solo il PD aveva i numeri per negare o meno l’autorizzazione.Quindi perché accusare addirittura di doppio/triplo gioco?
    Ma questo partito non si assume neanche la responsabilità di quel che ha fatto, sfoderando una “purezza” che in realtà stride con i suoi ministri e con i suoi candidati. E la questione morale è rimandata al prossimo indagato…
    È stato comunque sconsolante vedere la tragicommedia degli ordini del giorno portati da SEL e votati puntualmente solo da SEL e M5S, su un decreto del lavoro che umilia il lavoro. Un’opposizione che, tecnicamente e a detta di tutti, sarebbe stata inutile se non per chi la faceva. Ed è uno “spettacolo” destinato purtroppo a ripetersi, essendo diventata la “fiducia”, la normalità.

  • Teodomiro Dal Negro

    Quando sarà che potremo avere un parlamento senza inquisiti, senza giustizialisti da strapazzo e, soprattutto, senza obbligo di mandato?

  • Alessandro Paesano

    Questo giornale è sempre più illeggibile. Che il deputato vada in galera, anche preventiva, come tutti quelli che la sovrappopolano. Manifesto deve chiudere. E’ diventato un giornale che difende i poteri. VERGOGNATEVI

  • Daniels

    siete vergognosi, i parlamentari del m5s erano SOSPESI e quindi NON POTEVANO partecipare, la verita’ e’ che siete venduti come tutto il PD che voleva rimandare l’arresto di Genovese, penosi

  • Fabio

    continuo a pensare che QUESTO VECCHIO,(EX) CARO ED (EX) AUTOREVOLE GIORNALE debba spostare l attenzione sempre più su altro per non evidenziare e ,così, denunciare (GRAVI) lacune e (GRAVI) mancanze insite in un partito (rifondazione o altro) che ha sempre preferito contrattare piuttosto che contrattaccare. che ha SEMPRE scelto il compromesso con partitucci SCANDALOSI per “governare” e che non ha mai saputo (e ditemi il perchè..) fare NULLA su conflitto di interessi, televisioni, politici pregiudicati e mondezza varia. e ancora: PERCHE’ SI E’ SCELTO(perseverando in modo criminale) COME AVVERSARIO DELLA DESTRA ED ESPONENTE PRINCIPALE IL D’ALEMA KOMMUNISTA??QUALI GARANZIE..GARANTIVA(agli altri?)??? grillo secondo voi è, ad oggi, il nemico da combattere: mi rende tanto pensieroso, sto fatto. e giudico voi, giornalai-pennivendoli da 4 soldi, patetici-scribacchini-in-debito-con-l-inchiostro.

  • Bustofer

    Veramente 23 deputati M5S erano SOSPESI quindi non potevano accedere alla votazione, i rimanenti 7 erano assenti o in missione. Dei presenti TUTTI hanno votato a favore dell’arresto cautelativo. Nel PD c’erano 33 assenti, 13 in missione e 6 contrari.
    Questo giornale omette molti dettagli importanti per avere una idea chiara di quello che è avvenuto.
    Peccato che gli italiani non guardino mai le dirette (quasi quotidiane) dal canale della Camera dei Deputati o dal Senato. Avrebbero una idea molto più chiara di quello che succede in Parlamento. Sul sito della camera e del senato abbiamo accesso a TUTTI i documenti, disegni di legge, emendamenti, etc., tutto a portata di click. Non ci vuole il Manifesto, Repubblica, o il PD o il M5S a smentire false notizie.

  • ermanno parolini

    come sempre guardate il dito e non la luna…ma nessuno e’ perfetto……..pero’ cercate di informarvi meglio….Buon lavoro….

  • giopge

    Il Manifesto ci spiegherà cosa serve “l’ostruzionismo sul decreto Poletti” su cui il Governo ha già posto la fiducia. Forse ad arrivare a dopo le elzioni con un vostro compagno in libertà?

  • MarcoBorsotti

    Articolo squallido, da dimenticare per la sua faziosità e poca professionalità. Due esempi per giustificare la mia totale stroncatura. Il non aver controllato le ragioni dell’assenza dal voto di 30 deputati del M5S dando così l’impressione che non fossero coerenti nel loro comportamento, mentre questo é palesemente falso visto che ben 23 erano sospesi e gli altri in missione. Secondo esempio, sostenere la tesi che in Parlamento gli eletti possano esprimersi secondo coscienza soltanto con il voto segreto che tutelerebbe la loro libertà di pensiero. Bella opinione dei parlamentari che a suo giudizio sarebbero timorosi di agire in coscienza come dovrebbe essere il loro operare se non protetti dall’anonimato del voto segreto. Forse in questo lei ha ragione, ma un simile comportamento non deve essere incoraggiato come virtuoso, ma stigmatizzato come codardo e vigliacco.

  • Antonio_SBT

    Quanto accanimento, quanta mancanza di obbiettività, quanto inutile intellettualismo, quanta impreparazione e quanto buonismo.
    Se almeno l’autore di questo articolo di sola propaganda avesse visto la seduta della in diretta e non avesse scritto tante balle avrebbe fatto un minor danno al suo giornale. Con questi giornalisti il manifesto non potrà durare oltre la fine finanziamento…..

  • Valentino

    Certo Il MANIFESTO era IL MANIFESTO…anzi è stato…Com’è possibile difendere i padroni del PD…ASSURDO..Mi sono allevato col Manifesto…mi sembra di vivere da un’altra parte..!!

  • FedFranBo

    A me l’articolo di Fabozzi fa stimare il manifesto
    ancora di più, perché conferma la necessità di non
    cedere al linciaggio mediatico autocelebrativo e celod(/p)urista che piace tanto a grillini e giustizialisti ossessivi.

  • FedFranBo

    più che durare oltre la fine del finanziamento, è bene che duri fino alla sua ripresa, visto che ora non ce l’ha! :)

  • O. Raspanti

    Faccio ammenda sulla questione dei deputati grillini assenti: mi sono fidato dell’articolo ed essendo in viaggio per lavoro non ho avuto né tempo né modo per verificare l’informazione.
    Ma rimane, e mi pare che sia ciò che conta in tutta questa faccenda, la cultura giustizialista e questurina del M5S che per me è inaccettabile. Gli immensi problemi della società italiana non si risolvono, lo ribadisco, col codice penale.
    Che i politici corrotti e corruttori rispondano davanti alla legge dei propri atti, mi sembra più che normale.
    Ma i parlamentari grillini contribuiscono ad affossare, con i loro atteggiamenti demagogici, la già fragile democrazia italiana.
    L’intolleranza e l’arroganza che caratterizzano la “cultura” di questo partito emergono molto chiaramente anche da alcuni commenti qui pubblicati.
    Se non si cantano i peana al nuovo duce, vuol dire che si è servi del PD.
    Peccato che il manifesto già denunciava derive e collusioni del potere politico-economico italiano quando il sig. Grillo s’ingrassava lautamente facendo il pagliaccio con Pippo Baudo.
    Come ha detto qualcuno, “non abbiamo bisogno”.

    ps.: ciò non impedisce per quanto mi riguarda una tiratina d’orecchi a Fabozzi che non è nuovo a leggerezze, strafalcioni ed errori.

  • True3dom

    La ringrazio per la sua importante precisazione. Purtroppo mi rendo conto che forse oggi il problema dell’italia sia proprio la comunicazione: sembra sempre di discutere con un’altra persona che però sta guardando “un altro programma” o sta leggendo un libro diverso. La buona informazione è la piattaforma necessaria e la base comune per un proficuo scambio di opinioni e valutazioni.

  • True3dom

    Non dimentichiamo che si è arrivati sotto elezione, in un clima incandescente, malgrado la richiesta sia di due mesi fa. Anche questo continuo tentativo di posticipare ha alzato ancora più i toni. E che dire delle allusioni a presunti franchi tiratori nel M5S?
    È logico poi, considerando anche la loror “giovane età” che questi cedano eccessivamente nel portare avanti le proprie opinioni. Anche io avrei preferito che si evitassero certe scene, non li giustifico ma li capisco. Quello che non capisco invece è un partito che manca totalmente di autocritica, un partito, o quel che ne resta, che diventa sempre più uguale a ciò che diceva di disprezzare.

  • O. Raspanti

    A me sembra, se ho capito bene vista la sintassi francamente involuta di una parte del commento, che non considera positivamente il voto segreto. La prego di rileggersi le ragioni storiche dell’adozione del voto segreto nell’Italia repubblicana.
    Quanto alla stigmatizzazione dei parlamentari che auspicavano il voto segreto, che lei qualifica sic et simpliciter di codardi e vigliacchi,
    mi pare una considerazione aberrante e fuori luogo.
    Il voto segreto rimane contrariamente a quello che lei scrive una tutela della libertà di coscienza e di pensiero dei parlamentari.
    Scrivo ciò non a difesa del sig. Genovese ma dei principi costituzionali e delle regole che vigono per la prassi parlamentare.
    Alle imprecisioni di Fabozzi si aggiungono le sue che mi sembrano anche più gravi.
    Altrimenti, come ebbe a scrivere Leonardo Sciascia, “ci sputasse vossìa”.