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Internazionale

«Genocidio»: l’Onu chiama alla sbarra i generali birmani

Myanmar. Le Nazioni unite chiedono all'Aja l’incriminazione dei vertici militari del Paese per la persecuzione della minoranza Rohingya. Non si salva San Suu Kyi: non ha nemmeno tentato di impedire la pulizia etnica

Domenica scorsa la protesta dei rifugiati Rohingya nel campo di Kutupalong, in Bangladesh

Domenica scorsa la protesta dei rifugiati Rohingya nel campo di Kutupalong, in Bangladesh

Genocidio. I vertici militari del Myanmar devono essere indagati e perseguiti per genocidio in seguito agli atti commessi negli Stati birmani di Rakhine, Kachin e Shan. Lo dice un rapporto ad hoc stilato da una commissione indipendente incaricata dalla Commissione per i diritti umani delle Nazioni unite con sede a Ginevra. E stavolta non ci sono giri di parole: siamo oltre la violenza, la brutalità, l’apartheid, la pulizia etnica. Questa volta è «genocidio» e cioè un piano per la sistematica distruzione di una comunità che si accoppia ad altre due parole dal suono sinistro: sterminio e deportazione. L’oggetto dell’indagine, condotta...

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