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Politica

Gelo turco tra i vertici Ue. E Draghi non si scusa

Sofagate. Ankara insiste per una rettifica del premier italiano che ha definito Erdogan «dittatore». Il presidente del Consiglio europeo chiama Ursula von der Leyen, ma lei non gli risponde

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Charles Michel

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Charles Michel

L’irritazione di Ankara è rumorosa, tracimante, a tratti sgangherata. Il comunicato del governo turco diffuso dopo la convocazione dell’ambasciatore italiano considera le parole di Draghi su Erdogan dittatore «impertinenti e inopportune», chiede che «vengano immediatamente ritirate». Il vicepresidente Oktay, il più scatenato, torna per la terza volta in poche ore alla carica chiamando in causa il duce: «Se Draghi vuole vedere cos’è una dittatura deve guardare al passato del suo Paese». LE DIPLOMAZIE di entrambi i Paesi naturalmente sono al lavoro per ricucire ma per ora con scarso successo. La Turchia insiste per le scuse immediatamente chieste giovedì sera all’ambasciatore...

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