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Internazionale

Gaza sul ring, ragazze in guantoni sfidano l’assedio e il patriarcato

Palestina. Primo campionato di boxe femminile nella Striscia. Il progetto, partito dall’ong italiana Ciss e realizzato con palestre popolari di Roma e Palermo, coinvolge già 45 giovani palestinesi. Una di loro, Farah, ha vinto il titolo: «I miei genitori dicevano che il pugilato non è fatto per le donne. Li ho convinti a venire a guardarmi: quando ho vinto a casa è stata una festa»

Le giovani pugili di Gaza con l'allenatore Osama Ayob

Le giovani pugili di Gaza con l'allenatore Osama Ayob

«Mi piace la boxe, mi piace indossare i guantoni, mettere il casco, mi piace tutto di questo sport». Parla con un filo di voce Farah Abu Qumsan sopraffatta dalla timidezza. APPENA ENTRA SUL RING svanisce ogni incertezza ed esplode la carica che ha dentro. «Ho scelto la boxe per imparare a difendermi dagli aggressori», ci spiega Farah in una pausa dell’allenamento. Fanno da sottofondo alla nostra conversazione al telefono le grida di incitamento che il suo allenatore, ormai un secondo padre per lei, Osama Ayob, rivolge a un’altra ragazza: «Vai colpisci, più forte, uno-due, uno-due, vai continua così». [caption id="attachment_474199"...

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