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Cultura

Fili che riannodano il solco novecentesco

TEMPI PRESENTI. «Nel cantiere della memoria», un saggio di Filippo Focardi edito da Viella. Fascismo, Resistenza, Shoah, Foibe i temi al centro di una riflessione storico-critica nel teatro europeo. Si attinge a un’ampia mole di documenti, agli studi storiografici si alternano stampa, film e serie tv. Sulla scia di Tony Judt, l’autore suggerisce l’esistenza di due fasi: la prima, iniziata dopo il 1945, è l’attribuzione alla Germania nazista di tutte le responsabilità della guerra. Sul piano di una «geopolitica della memoria» si producono pericolose riduzioni e assimilazioni da considerarsi inaccettabili oltre che insidiose

Un ritratto di Filippo Focardi

Un ritratto di Filippo Focardi

È davvero uno spazio in costruzione quello investigato da Filippo Focardi nel suo ultimo libro, Nel cantiere della memoria. Fascismo, Resistenza, Shoah, Foibe (Viella, pp. 356, euro 29). Troppo spesso, infatti, si tende a dimenticare che la memoria pubblica non è mai politicamente neutra e men che meno inerte. Già autore di importanti ricerche sulla «guerra della memoria» scatenatasi in Italia subito dopo il 1945, in questo testo lo storico ha raccolto, rivisto e ampliato, alcuni dei suoi studi più recenti sulle contese generate dall’eredità del Novecento nelle società europee. Il focus principale è ovviamente sul caso italiano, inserito però...

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