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Visioni

Ferit Karahan, la società turca fra menzogne e paura

Berlinale 71. Parla il regista di «Brother’s Keeper», ambientato in un collegio dell'Anatolia. Nella selezione di Panorama

«È una storia semplice: un bambino sta male, e il suo amico lo deve aiutare» dice Ferit Karahan, il regista di Brother’s Keeper. I due bambini, Yusuf e Memo, sono studenti di un collegio nei territori curdi dell’Anatolia, una struttura autoritaria, isolata in mezzo a neve e montagne, dove trovare aiuto - e anche solo capire perché Memo si è sentito male - è un’impresa quasi impossibile. «All’inizio degli anni Novanta ho passato sei anni in un collegio come quello di Brother’s Keeper», racconta Karahan. «Cerco di scrivere la sceneggiatura del film dal 2009, ma all’epoca non riuscivo a mettere...

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